Maxi ricettazione di gioielli ed elettrodomestici, carabiniere in aula: "Avvisati da fonte confidenziale"

Due dei tre imputati sono detenuti da otto anni per associazione mafiosa, il militare racconta l'operazione

Natale Bianchi

"Abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di una fonte confidenziale e siamo andati a perquisire l'abitazione di Natale Bianchi, ci ha aperto la moglie e abbiamo iniziato a cercare. Dopo pochi minuti abbiamo trovato la merce rubata". Il carabiniere che ha preso parte all'operazione, scattata in contemporanea nell'abitazione dei presunti complici, racconta in aula l'indagine che consentì di trovare oggetti preziosi, bigiotteria ed elettrodomestici di vario tipo di provenienza illecita, probabilmente destinati alla vendita. Dieci anni dopo i fatti per tre imputati, due dei quali sono detenuti in carcere per scontare una condanna nell’operazione antimafia Nuova Cupola, parte il processo.

Si tratta di Alessandro Infantino, 33 anni, del fratello Giuseppe, 38 anni e di Natale Bianchi, 42 anni. L’accusa nei loro confronti è di ricettazione. Le posizioni dei tre indagati (difesi dagli avvocati Davide Casà, Carmelita Danile, Giacomo La Russa e Daniele Re) sono state separate e, in particolare, è stata stralciata quella di Alessandro Infantino, residente in Belgio, che non ha ancora ricevuto la notifica. Per lui il processo inizierà il 14 marzo. Il 10 gennaio, invece, si torna in aula per il fratello e per Bianchi. La vicenda è molto vecchia e risale a quasi dieci anni fa, con esattezza al 18 gennaio del 2010. 

I carabinieri, nell’ambito di un’indagine su una serie di furti in abitazioni, perquisirono le case degli Infantino e di Bianchi, fino a quel momento coinvolti in vicende giudiziarie di spicciola criminalità, e trovarono una serie di oggetti di provenienza furtiva: bigiotteria, oggetti in oro, altri gioielli, orologi, televisori, riproduttori audio, cellulari, monete russe e una fotocamera digitale. Tutta la merce risultava rubata. 

Ieri mattina, davanti al giudice Andrea Terranova, è stato interrogato il carabiniere che ha eseguito la perquisizione insieme ai colleghi. 

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