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Calogero Sodano

Calogero Sodano

Mafia, il pentito Falzone rivela: "Il boss Arturo Messina ci disse di sostenere Sodano"

Il killer, fra i primi collaboratori di giustizia agrigentini, ricostruisce l'interessamento di Cosa Nostra in occasione delle amministrative del 1993. "Arnone era inavvicinabile"

"Il boss di Villaseta Arturo Messina ci chiese di impegnarci per sostenere il candidato a sindaco Calogero Sodano, siamo stati sollecitati nella ricerca di voti perchè il candidato rivale Giuseppe Arnone era ritenuto inavvicinabile".

Il pentito Alfonso Falzone, ex vice capo della famiglia di Porto Empedocle, fra i primi collaboratori di giustizia della mafia agrigentina, ha rivelato così, in aula, il sostegno che i clan avrebbero assicurato a Sodano, nel 1993, in occasione delle prime elezioni amministrative in cui i cittadini furono chiamati a scegliere il sindaco. 

Il processo, in corso davanti alla terza sezione della Corte di appello di Palermo, è quello a carico di Sodano, assolto in primo grado dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L'esperto uomo politico agrigentino sarebbe stato sostenuto da Cosa Nostra sia in occasione delle elezioni del 1993, quando battè per una manciata di voti Arnone, allora presidente regionale di Legambiente e ora parte civile nel processo, che in futuro. Sodano, secondo quanto ipotizza l'accusa, sarebbe stato sostenuto da Cosa Nostra anche in occasione delle elezioni amministrative del 1997, alle Europee del 1999 (unica circostanza in cui non fu eletto) e alle elezioni nazionali del 2001 in cui fu eletto senatore della Repubblica.

Sodano, dopo essere stato eletto sindaco, avrebbe ricambiato il favore indirizzando a imprese legate alla mafia gli appalti per la costruzione del depuratore del Villaggio Peruzzo, per i lavori di urbanizzazione di Favara ovest e per la gestione dei rifiuti. Gli accordi per farsi eleggere sindaco per la seconda volta nel 1997, per candidarsi alle Europee nel 1999 e per approdare al Senato nel 2001 avrebbero avuto come contropartita l’affidamento dei lavori di riqualificazione di Villaseta e Monserrato al consorzio Ecoter, ritenuto vicino al boss Cesare Lombardozzi morto 4 anni fa. 

Falzone, rispondendo al procuratore generale Giuseppe Fici, al legale di parte civile Francesco Menallo e ai difensori di Sodano, gli avvocati Antonino Mormino e Salvatore Pennica, ha ricostruito alcune vicende relative alle elezioni del 1993 quando il pentito era il numero due della famiglia mafiosa di Porto Empedocle. 

Una testimonianza che conferma quella, resa all'udienza precedente, da un altro pentito, Franco Cacciatore, che aveva definito anche lui "inavvicinabile" Arnone. Sodano, secondo la versione del pentito, in una circostanza, dopo avere incontrato Messina in un bar, si sarebbe intrattenuto con lui a discutere in disparte.

Il 5 maggio saranno sentiti altri due pentiti, ovvero Maurizio Di Gati e Luigi Putrone. 

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