Sabato, 13 Luglio 2024
Mafia

Mafia, inchiesta "Montagna": si infrange il muro di omertà e arrivano le denunce

Una ventina di imprenditori, ritenuti dagli inquirenti vittime del racket, ha confermato le accuse ai carabinieri

Sono oltre venti ormai le vittime delle estorsioni che hanno cominciato a collaborare con gli inquirenti che hanno coordinato l’inchiesta sulla mafia agrigentina che, nelle scorse settimane, ha portato a 59 arresti. In cella sono finiti boss, gregari ed estorsori dei clan della provincia. 

Interrogati dai carabinieri che hanno condotto l’indagine, la maggior parte degli imprenditori taglieggiati finora sentiti hanno ammesso la pressione del racket. E a confermare di aver subito le richieste di pizzo non sono stati finora solo i titolari delle aziende, ma anche i loro dipendenti. 

LiberoFuturo: "Abbiate il coraggio di denunciare"

Una vera rivoluzione nell’atteggiamento omertoso finora tenuto dalle vittime, sottolineano da ambienti investigativi, che non avevano neppure denunciato le intimidazioni subite. In tutto le estorsioni accertate dalla dda sono state 27. 

Pochi giorni dopo l’arresto ha cominciato a collaborare con gli investigatori il boss di Favara Giuseppe Quaranta che sta raccontando ai pm Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra i retroscena di omicidi avvenuti nella provincia agrigentina e le estorsioni.

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