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La maxi operazione antimafia "Montagna": imprenditore ai domiciliari, il fratello resta in carcere

Arresti in casa, con l’applicazione dello strumento di controllo a distanza, per il favarese Gerlando Valenti: richiesta respinta per il 53enne Stefano

Uno dei due fratelli ottiene gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, l’altro resta in carcere. Queste le decisioni del gup del tribunale di Palermo, Marco Gaeta, al quale, in seguito alla sentenza del processo “Montagna”, emessa il 25 luglio, con 35 condanne e 19 assoluzioni per presunti boss e affiliati mafiosi, sono state presentate, proprio alla luce del verdetto, alcune istanze di sostituzione della misura cautelare.

In accoglimento di quella presentata dagli avvocati Angela Porcello e Nico D'Ascola, sono stati disposti gli arresti in casa, con l’applicazione dello strumento di controllo a distanza, per l’imprenditore favarese Gerlando Valenti, condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il giudice ha riqualificato il reato inizialmente contestato di associazione mafiosa che gli era valso una richiesta di condanna a 15 anni di reclusione. Stessa condanna, con lo stesso percorso fatto dal giudice, vale a dire riqualificazione da associazione mafiosa a concorso esterno, per il fratello maggiore Stefano, 53 anni, che però resta in carcere. 

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