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Mafia, il maxi processo "Montagna" riparte in appello con 45 imputati

Il presidente della Corte firma un nuovo decreto di fissazione dell'udienza: dieci assoluzioni sono state impugnate della Dda

Il 21 ottobre davanti ai giudici della seconda sezione della Corte di appello di Palermo: riparte il processo scaturito dall'inchiesta "Montagna" che il 22 gennaio del 2018 ha disarticolato le famiglie mafiose di un ampio versante della provincia e, il 26 luglio dell'anno scorso, ha avuto il primo pronunciamento con la sentenza del gup Marco Gaeta che ha deciso 35 condanne e 19 assoluzioni nell’ambito dello stralcio abbreviato.

Gli imputati del processo di appello sono 45: nove assoluzioni, quindi, diventano definitive mentre dieci sono state impugnate dalla Dda. Ieri il presidente della Corte ha emesso un decreto che fa ordine su tutte le parti annullando quello dei giorni precedenti. Il personaggio principale è il quarantenne Francesco Fragapane, figlio del boss Salvatore, sommerso da ergastoli per omicidi di mafia risalenti al periodo sanguinario di cui sarebbe stato uno dei principali sostenitori.

La pena più alta - 20 anni di reclusione, già ridotta di un terzo per effetto del rito - è stata inflitta a lui che, seguendo le orme del padre, avrebbe diretto il mandamento della montagna con l'ambizione di diventare il nuovo capo provincia. 

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