Martedì, 16 Luglio 2024
Mafia Cammarata

Mafia, inchiesta "Montagna": confermate due scarcerazioni

La Cassazione ribadisce in maniera definitiva l'annullamento dell'ordinanza per Vincenzo Mangiapane, 64 anni, e Salvatore La Greca, 73 anni

Prime decisioni della Cassazione sulle ordinanze cautelari della maxi inchiesta “Montagna”: i giudici ermellini hanno confermato tre decisioni del tribunale del riesame relative alle scarcerazioni di Vincenzo Mangiapane, 63 anni, e Salvatore La Greca, 75 anni, e alla conferma dell’ordinanza per Calogero Limblici, 60 anni. Mangiapane, imprenditore, detto “Padre Pio”, è il titolare di un panificio e di un’azienda agricola. Il gip lo aveva arrestato, su richiesta dei pm della Dda che hanno condotto l’inchiesta, con l’accusa di associazione mafiosa e, in particolare, avrebbe fatto parte dell’unica famiglia di Cammarata e San Giovanni Gemini. A desumerlo i contenuti di alcune intercettazioni in auto con un altro presunto affiliato – Calogerino Giambrone, 55 anni – che gli racconta di una serie di estorsioni che avrebbe commesso nel territorio per conto della famiglia mafiosa. “Il suo è un mero atteggiamento passivo – hanno sottolineato i difensori, gli avvocati Salvatore Gugino e Danilo Giracello – e non denota alcuna partecipazione alle sue attività”. Un altro elemento che sarebbe stato indicativo della sua appartenenza alla famiglia mafiosa dei due centri montani sarebbe stata la sua partecipazione a una “trasferta” a Vallelunga Pratameno, insieme agli altri presunti affiliati Giovanni Gattuso e Giuseppe Luciano Spoto, per un incontro col mafioso locale Alfonso Scozzari.

Dopo l’annullamento dell’ordinanza di arresto da parte del riesame è arrivata la conferma della Cassazione. Stesso percorso per La Greca, difeso dall’avvocato Eugenio Longo, al quale si contestava di essere un esponente di vertice della famiglia mafiosa di Cammarata e San Giovanni Gemini. La difesa ha sostenuto che il quadro indiziario, articolato perlopiù dal contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e ambientali, non fosse così preciso e concordante. Il ricorso della Dda in Cassazione è stato dichiarato inammissibile e la scarcerazione diventa, a tutti gli effetti, definitiva. Confermata invece l’ordinanza cautelare in carcere per il sessantenne favarese Calogero Limblici, accusato di essere un affiliato della famiglia del suo paese e di avere tenuto rapporti con le cosche di Palma di Montechiaro e Licata. 

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