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Lunedì, 16 Maggio 2022
Mafia

Mafia, maxi inchiesta "Nuova Cupola": 11 condanne e due assoluzioni

Gli unici scagionati sono l'imprenditore empedoclino Gaspare Carapezza e Maurizio Rizzo, 43 anni, di Grotte, accusati di estorsione. Sentenza confermata per il capo provincia di Cosa Nostra, Leo Sutera. Pena aumentata per i suoi "vice" Francesco Ribisi e Giovanni Tarallo

Gli unici assolti sono l'imprenditore Gaspare Carapezza, 39 anni, di Porto Empedocle, e il grottese Maurizio Rizzo, 43 anni, accusati di estorsione. "Il fatto non sussiste", secondo i giudici della quarta sezione della Corte di appello. Gli altri undici imputati della maxi inchiesta "Nuova Cupola", che ha disarticolato le nuove famiglie mafiose della provincia di Agrigento, sono stati condannati. 

E' stata emessa nel pomeriggio la sentenza del processo di appello "bis" dell'inchiesta che il 26 giugno del 2012 ha fatto scattare l'operazione, eseguita dalla polizia, che ha portato in carcere 55 persone fra nuovi capi mafia e presunti affiliati. La Cassazione, lo scorso, 21 luglio ha messo alcuni punti fermi ma ha pure rinviato alla Corte di appello per rivedere alcune singole posizioni. 

LEGGI ANCHE: L'attesa della sentenza per tredici imputati

Il pg Rosalia Cammà aveva chiesto tredici condanne, quasi tutte superiori rispetto a quelle che erano state inflitte al termine del primo processo di appello. Nell'elenco ci sono tutti i personaggi principali dell’inchiesta. A partire dal sambucese Leo Sutera, 67 anni, ritenuto il successore di Giuseppe Falsone al vertice di Cosa nostra provinciale. La condanna a 3 anni è definitiva ma il pg aveva chiesto di condannarlo a 6 anni ritenendo che sussistesse l’aggravante del riciclaggio delle risorse economiche. La pena, invece, è stata confermata.

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