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Il boss Angelo Occhipinti e il consigliere comunale Giuseppe Scozzari

Il boss Angelo Occhipinti e il consigliere comunale Giuseppe Scozzari

Mafia, depositate le motivazioni del riesame: l'inchiesta "Assedio" approda in Cassazione

L'indagine, che ha portato a due successivi sviluppi, ha disarticolato un intreccio fra Cosa Nostra, la politica e la massoneria

I giudici del tribunale del riesame di Palermo, nei giorni scorsi, hanno depositato le motivazioni. L'inchiesta antimafia "Assedio", che il 20 giugno ha fatto scattare 9 arresti per i presunti componenti delle famiglie mafiose di Licata e Campobello, nelle prossime settimane approderà in Cassazione dove saranno discusse le ordinanze cautelari.

In carcere sono finiti Angelo Occhipinti, 65 anni, personaggio principale del blitz, ritenuto il capo della consorteria licatese; Vincenzo Bellavia, 34 anni; Angelo Graci, 31 anni; Giuseppe Puleri, 39 anni; Raimondo Semprevivo, 47 anni; Gabriele Spiteri, 46 anni; Giuseppe Salvatore Spiteri, 46 anni e Vincenzo Spiteri, 51 anni.

Ai domiciliari, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, è finito il consigliere comunale (dimessosi pochi giorni dopo) Giuseppe Scozzari che avrebbe stretto un patto elettorale con Occhipinti impegnandosi, fra le altre cose, ad assicurare, in cambio di voti per le amministrative del 2018, al boss e ai suoi uomini prestazioni sanitarie dell'ospedale di Licata dove lavorava come responsabile dell'ufficio tecnico. Il riesame, dopo che che il gip di Agrigento Stefano Zammuto non aveva convalidato il fermo ma il gip di Palermo Fabio Pilato aveva, al contrario, emesso un'ordinanza cautelare di "rinnovazione", ha riqualificato il reato in scambio elettorale politico mafioso. 

Il riesame ha scarcerato il solo Giuseppe Salvatore Spiteri annullando l'ordinanza. Adesso i difensori e la Dda, con il deposito delle motivazioni, potranno presentare i ricorsi in Cassazione. I primi chiederanno di annullare le ordinanze rimaste in piedi che sono la quasi totalità e i pm potranno impugnare l'unica scarcerazione e la riqualificazione del reato per Scozzari.

Nelle settimane successive, intanto, sono scattate altre due operazioni (Halycon e Sombrero), con sette fermi e due misure cautelari minori, che hanno fatto luce su altre dinamiche mafiose a Licata e su un presunto intreccio con la massoneria deviata. 

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