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Gli arrestati dell'operazione "Vultur"

Gli arrestati dell'operazione "Vultur"

Mafia, inchiesta "Vultur": le vittime del racket si costituiscono parte civile

Il dibattimento, a carico di quattro imputati, è iniziato davanti ai giudici della seconda sezione penale dopo che il gip di Palermo ha disposto il giudizio immediato

“Ti ammazzo, una cassa da morto di queste è per te”. Il presunto boss di Camastra, Rosario Meli, secondo l’accusa, avrebbe preteso il monopolio dei funerali attraverso la gestione occulta di una società. Le vittime, dopo averlo denunciato durante le indagini, ieri si sono costituite parte civile. Lo stesso ha fatto la Federazione antiracket italiana che ha chiesto di costituirsi al processo scaturito dall’inchiesta antimafia “Vultur”.

Il dibattimento, a carico di quattro imputati, è iniziato davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Luisa Turco, dopo che il gip di Palermo, accogliendo la richiesta del pm della Dda Alessia Sinatra, ha disposto il giudizio immediato saltando, quindi, l’udienza preliminare. 

Nell’inchiesta, che ha fatto luce sulle famiglie mafiose di Camastra e Canicattì, ci sono altri sette indagati, le cui posizioni sono state stralciate in attesa di valutazioni da parte della Procura. Sul banco degli imputati siedono Rosario Meli, 69 anni, di Camastra; il figlio Vincenzo Meli, 46 anni, di Camastra; Calogero Piombo, 65 anni, di Camastra; e Calogero Di Caro, 70 anni, di Canicattì. Le accuse ipotizzate sono di associazione mafiosa ed estorsione. 

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