Mafia, la maxi inchiesta "Montagna": anche rivale di Sabella chiede di costituirsi parte civile

Rosalba Di Piazza, candidata a sindaco sconfitta - secondo l'accusa - grazie al patto con i boss, vuole entrare nel processo. Lunghissima la lista di imprenditori e associazioni

Sabella e Di Piazza

E' iniziata con un lungo elenco di richieste di costituzione di parte civile da parte di imprenditori che avrebbero subito il pizzo, associazioni e altre presunte vittime, l'udienza preliminare scaturita dall'inchiesta "Montagna" che ha disarticolato, con l'operazione dei carabinieri lo scorso 22 gennaio, le nuove cosche mafiose della provincia di Agrigento.

Al via il processo "Montagna": il gup detta i tempi

Fra le richieste di costituzione c'e' quella di Rosalba Di Piazza, candidata a sindaco di San Biagio Platani nel 2014 e sconfitta da Santo Sabella che figura nella lista degli imputati e si trova in carcere da quasi un anno con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Sabella, secondo gli inquirenti, avrebbe stretto accordi politici ed elettorali col boss del paese Giuseppe Nugara che gli avrebbe garantito voti in cambio di posti di lavoro e appalti per persone a lui vicine. Sabella, qualche mese prima dell'arresto, era stato condannato per diffamazione perche' aveva pesantamente offeso definendola "prostituta", pur non nominandola, ma con riferimenti ritenuti inequivocabili, la candidata rivale in un post su Facebook. Di Piazza ha chiesto di costituirsi con l'assistenza dell'avvocato Luigi Troja che difende altre parti civili fra cui l'associazione Libero Futuro di Agrigento che era presente con il suo presidente Gerlando Gibilaro e altri componenti dell'ente che hanno voluto dare un segnale di vicinanza. 

Chiesti 59 rinvii a giudizio

Fra coloro che chiedono di costituirsi parte civile anche l'Associazione nazionale testimoni di giustizia e il suo presidente Ignazio Cutrò. I difensori degli imputati hanno chiesto un termine per visionare le richieste e il gup di Palermo, Marco Gaeta, lo ha concesso. Si torna in aula lunedì. 

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Gibilaro: "Basta prepotanza, a fianco degli imprenditori"

Il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta, ex capomafia di Favara, era presente nell'aula bunker del carcere Ucciardone accompagnato da alcuni uomini del servizio di protezione. 

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