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Un momento del blitz Montagna

Un momento del blitz Montagna

Mafia, inchiesta "Montagna": interrogatori delle presunte vittime

I pm vogliono vederci chiaro e dispongono l'audizione degli imprenditori che avrebbero subito il racket delle famiglie di Cosa Nostra

“Messa a posto” per lavori di manutenzione in una guardia medica di San Biagio Platani e imposizione di manodopera per la ristrutturazione di una scuola in provincia di Palermo. I pubblici ministeri della Dda di Palermo, Geri Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra, vogliono vederci chiaro e stanno convocando quasi tutte le presunte vittime delle estorsioni che sono venute alla luce nell’ambito della maxi inchiesta “Montagna” che il 22 gennaio ha disarticolato, con 56 arresti, le famiglie mafiose di un ampio versante del territorio. I magistrati che stanno conducendo l’inchiesta, dopo il maxi blitz dei carabinieri, non si sono fermati e hanno delegato gli stessi militari di sentire le presunte vittime. In alcuni casi sarebbe la prima volta che vengono convocati, in altri no ma servirebbe una “conferma” o un ulteriore riscontro.

In questa prima fase sono stati citati imprenditori del settore edile che avrebbero subito, secondo quanto ipotizza il provvedimento cautelare, un’estorsione da parte di alcuni indagati. A uno sarebbe stata chiesta la messa a posto per un lavoro di manutenzione eseguito in una guardia medica di San Biagio. Per questa vicenda sono indagati Giuseppe Nugara, Vincenzo Cipolla, Raffaele La Rosa e Giuseppe Quaranta.

Un altro imprenditore avrebbe subito un tentativo di taglieggiamento che consisteva nell’assunzione, a titolo di “messa a posto”, di un dipendente nella ditta che stava eseguendo dei lavori di ristrutturazione in una scuola nel Palermitano.
Gli interrogatori sono già iniziati e proseguiranno nei prossimi giorni. Intanto l’inchiesta, presto, approderà al tribunale del riesame. 
 

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