Mafia e droga, la maxi inchiesta "Kerkent": tre indagati chiedono di parlare col pm

La mossa della difesa, dopo l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, per evitare il rinvio a giudizio

Da sinistra Miccichè, Messina e Luparello

Tre indagati della maxi operazione antimafia “Kerkent”, che ha disarticolato la nuova famiglia mafiosa di Agrigento e un vasto giro di narcotraffico che il boss Antonio Massimino, personaggio chiave dell’inchiesta, avrebbe messo in piedi, provano ad evitare la richiesta di rinvio a giudizio.

La Dda, nelle scorse settimane ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di 36 persone. Francesco Luparello, 45 anni, di Realmonte; Gabriele Miccichè, 29 anni, di Agrigento e Valentino Messina, 46 anni, di Porto Empedocle hanno chiesto, attraverso il loro difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, di essere interrogati.

L’istanza è stata presentata dopo l’avviso di conclusione delle indagini ed è l’ultimo tentativo possibile, formalizzato entro i venti giorni dalla notifica, come prevede il codice e dopo avere preso visione di tutti gli atti, per convincere i pm a non mandarli a processo. La Dda ha delegato, per sentire i tre indagati, il pubblico ministero Gloria Andreoli della Procura di Agrigento. Gli interrogatori, ai quali gli indagati, agli arresti domiciliari, sono stati autorizzati ad andare senza alcuna scorta, sono stati programmati fra la mattina e il pomeriggio di venerdì. 

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