Mafia, droga ed estorsioni: falsa ripartenza del processo "Kerkent"

Due imputati avevano chiesto la trattazione ma il giudice ha deciso ugualmente di posticipare la requisitoria dei pm

Una foto agli atti dell'inchiesta

Due dei ventotto imputati del processo scaturito dall'inchiesta antimafia Kerkent, che ha sgominato un traffico di droga e un giro di estorsioni che sarebbe stato messo in piedi dal boss Antonio Massimino, avevano chiesto espressamente che l'udienza venisse trattata.

La richiesta di rinvio di alcuni difensori, tuttavia, ha fatto decidere al gup di Palermo, Fabio Pilato, di rinviare la requisitoria dei pm della Dda Geri Ferrara e Pierangelo Padova e limitarsi a fissare un calendario di date, a partire dal 18 maggio, giorno in cui i magistrati della Procura dovranno illustrare le loro conclusioni per i ventotto imputati.

A chiedere la trattazione erano stati il presunto braccio destro di Massimino, Liborio Militello, e l'agrigentino Andrea Puntorno, noto per il coinvolgimento nell'inchiesta sui traffici illeciti che gravitavano attorno al tifo organizzato della Juve e ritenuto l'anello di congiunzione fra la 'ndrangheta e Cosa nostra nel traffico di droga allestito dal clan.
 

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