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Mafia, inchiesta "Icaro": imputato 80enne sta male e slitta il processo

Ciro Tornatore, presunto capo della famiglia di Cianciana, ha avuto un problema di salute e non ha potuto partecipare all'udienza. Rinvio al 21 aprile

L’ottantaduenne Ciro Tornatore, presunto capo della famiglia mafiosa di Cianciana, ha avuto un problema di salute e non ha potuto partecipare all’udienza: è slittato ieri mattina il processo, a carico di dodici imputati, scaturito dall’inchiesta antimafia “Icaro” che, fra il dicembre del 2015 e il gennaio successivo, ha fatto scattare una ventina di misure cautelari per i presunti componenti delle nuove famiglie mafiose dell'Agrigentino.

Il presidente della prima sezione penale Giuseppe Melisenda Giambertoni, davanti al quale è in corso lo stralcio ordinario dell’inchiesta, ha acquisito il certificato medico e non ha potuto fare altro che disporre un rinvio al 21 aprile. Sul banco degli imputati, oltre allo stesso Tornatore, siedono Antonino Abate, 29 anni, Carmelo Bruno, 47 anni, Vito Campisi, 45 anni, Roberto Carobene, 38 anni, Antonino Grimaldi, 55 anni, Stefano Marrella, 59 anni, Vincenzo Marrella, 41 anni, Vincenzo Marrella, 60 anni, Pasquale Schembri, 53 anni, Gaspare Nilo Secolonovo, 47 anni, e Francesco Tortorici, 36 anni.

Il giorno prima, invece, davanti al gup del tribunale di Palermo, Roberto Riggio, dove si sta celebrando lo stralcio abbreviato del processo, con ventidue imputati, i pubblici ministeri Bruno Brucoli e Claudio Camilleri hanno concluso la loro requisitoria chiedendo altre tre condanne e rettificando due richieste formulate all’udienza precedente.

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