Il consigliere arrestato si difende dal gip: "Con Occhipinti solo rapporti familiari, è il suocero di mio cognato"

Giuseppe Scozzari ha risposto alle domande del giudice negando di avere stretto un patto elettorale col boss di Licata

Giuseppe Scozzari

"Nessun patto elettorale o di altra natura con Angelo Occhipinti, fra noi ci sono stati soltanto rapporti di natura familiare perchè è l'ex suocero di mio cognato Raimondo Semprevivo". Così Giuseppe Scozzari, il consigliere comunale arrestato (dimmessosi oggi) con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, si difende davanti al gip di Agrigento, Stefano Zammuto, che dovrà decidere se convalidare i fermi dell'operazione antimafia "Assedio". Gli interrogatori, in mattinata, si sono tenuti nel carcere di contrada Petrusa.

Scozzari, difeso dall'avvocato Angelo Balsamo, ha smentito l'accordo ipotizzato dai pm della Dda Geri Ferrara e Claudio Camilleri, secondo cui il geometra responsabile dell'ufficio tecnico dell'ospedale di Licata, approfittando della posizione strategica all'interno del San Giacomo d'Altopasso, avrebbe messo a disposizione del capomafia Occhipinti la struttura, garantendo visite e prestazioni specialistiche indebite alla consorteria mafiosa di Licata sgominata con l'operazione dei carabinieri.

"Votiamolo che questo comanda più dei primari e ogni due tre siamo in ospedale": così il sessantacinquenne licatese, che ha alle spalle diverse condanne per mafia, secondo quanto si sente in un'intercettazione dell'inchiesta, avrebbe raccolto i voti per Scozzari.

Gli altri fermati, oltre al quarantaseienne consigliere comunale e allo stesso Occhipinti, sono: Raimondo Semprevivo, 47 anni; Vincenzo Bellavia, 34 anni; Angelo Graci, 31 anni; Giuseppe Puleri, 39 anni e Giuseppe Salvatore Spiteri, 46 anni. 

L'unico indagato, oltre Scozzari, che ha risposto, respingendo le accuse, alle domande del giudice è Graci (anche lui difeso dall'avvocato Angelo Balsamo) mentre tutti gli altri - difesi dagli avvocati Angela Porcello, Antonio Ragusa e Luca Cianferoni - si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il giudice Stefano Zammuto, entro domani, dovrà decidere se convalidare il fermo. 

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