Mafia, traffico di droga ed estorsioni: slitta ancora la requisitoria del processo "Kerkent"

L'emergenza legata al contagio del Coronavirus costringe il giudice ha rinviare l'udienza per la seconda volta

L'arresto del boss Antonio Massimino

L’emergenza Coronavirus fa slittare ancora l'udienza a carico di ventotto imputati del processo scaturito dall'inchiesta antimafia Kerkent che ha sgominato un traffico di droga e un giro di estorsioni che sarebbe stato messo in piedi dal boss Antonio Massimino. La requisitoria dei pm, in un primo momento, era in programma il 16 marzo ma il giudice aveva disposto un differimento al 30 marzo.

"Al carcere Pagliarelli - era la prima motivazione - non è consentito procedere allo svolgimento del processo mediante video-conferenza, in quanto la ristrettezza delle salette non consente il rispetto delle condizioni di sicurezza”.

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Ma la situazione di totale emergenza non è cambiata e così, con largo anticipo, il gup di Palermo, Fabio Pilato, ha rinviato di ufficio pure la successiva udienza fissando il prossimo passaggio per il 4 maggio, con la speranza che, per quella data, l’emergenza possa essere alle spalle. Sul banco degli imputati siedono in 27.

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