Traffico di cocaina dalla Calabria, il giudice: "Ecco perché non c'era alcuna associazione"

Depositate le motivazioni del processo scaturito dall'inchiesta "Lampedusa": secondo il magistrato l'attività di spaccio dei tredici imputati - tutti condannati - non era strutturata come un'organizzazione a delinquere

L'arresto di uno degli indagati il giorno dell'operazione "Lampedusa"

“Il cospicuo e, per alcuni versi, intricato tessuto connettivo delle intercettazioni telefoniche captate ha dato conto dell’esistenza di un gruppo di persone sicuramente dedito allo spaccio di stupefacenti, sprovvisto, però, di quel minimo di organizzazione, come inteso dalla Suprema Corte, connotato cioè dall’elemento della stabilità e affidabilità, dal quale, in particolare, poter ragionevolmente e fondatamente inferire l’esistenza di un vincolo effettivo tra i diversi membri, frutto di un programma criminoso”.

Ecco percè, secondo il gup di Palermo Rosario Di Gioia, gli imputati dell’inchiesta “Lampedusa”, dal nome dell’isola che sarebbe stata la principale “piazza” di spaccio della cocaina calabrese destinata ai mercati dell'Agrigentino, non avevano messo in piedi alcuna associazione a delinquere. Il giudice ha depositato le motivazioni del verdetto con cui, il 29 novembre scorso, ha comunque condannato tutti i tredici imputati, escludendo l’esistenza del vincolo associativo.

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Ecco, nel dettaglio, la sentenza: Giuseppe Bronte, 24 anni, di Palermo (condanna a 5 anni di reclusione); Salvatore Bronte, 50 anni, di Palermo (8 anni e 1 mese); Salvatore Capraro, 30 anni, di Agrigento (8 anni e 2 mesi); Gianluca Gambino, 22 anni, di Cinisi (2 anni e 4 mesi); Andrea Giambanco, 54 anni, di Carini (6 anni e 2 mesi); Davide Licata, 32 anni, di Racalmuto (5 anni); Imam Maazani, 21 anni, nata e residente ad Agrigento (2 anni e 6 mesi); Francesco Portanova, 34 anni, di Palermo (6 anni e 6 mesi); Emanuele Rizzo, 33 anni, di Palermo (3 anni e 4 mesi); Gaetano Rizzo, 32 anni, di Palermo (8 anni e 8 mesi); Domenico Stilo, 30 anni, di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) (5 anni e 4 mesi); Ivan La Spisa, 32 anni, di Palermo (1 anno e 8 mesi) e Calogero Vignera, 36 anni, di Agrigento (2 anni e 6 mesi). 

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