Mercoledì, 19 Maggio 2021
Mafia

Mafia, confermata la "sorveglianza speciale" per la donna boss Anna Messina

I giudici della Corte di appello - sezione misure di prevenzione - non hanno modificato l'ordinanza che imponeva alla sorella del capomafia le restrizioni per la durata di tre anni

Anna Messina

I giudici della Corte di appello - sezione misure di prevenzione - hanno confermato la sorveglianza speciale ad Anna Messina, 38 anni, di Porto Empedocle, sorella del boss Gerlandino, condannata a 5 anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici le hanno imposto il provvedimento che prevede alcune restrizioni della libertà personale fra cui il divieto di uscire da casa negli orari serali, quello di frequentare pregiudicati e varcare i confini del proprio comune di residenza.

La sorveglianza speciale viene imposta alle persone ritenute socialmente pericolose. Le motivazioni che stanno alla base del provvedimento - adesso impugnabile in Cassazione - ricalcano la vicenda giudiziaria che si è conclusa con la condanna. L’inchiesta a suo carico scaturisce dall’arresto del fratello Gerlandino, ultimo capo di Cosa Nostra provinciale, catturato il 23 ottobre del 2010 in una palazzina di Favara dopo undici anni di latitanza.

Nell’ultimo covo sono stati trovati numerosi pizzini contenenti messaggi e direttive. Il boss dava ordini sulla gestione di appalti e sull’imposizione del pizzo e la sorella “avrebbe contribuito al rafforzamento di Cosa Nostra attraverso lo smistamento dei messaggi”. Anna Messina, di recente, è finita a processo con l'accusa di evasione dagli arresti domiciliari. 

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