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Lunedì, 23 Maggio 2022
Mafia

Mafia, Putrone si accusa di tre vecchi omicidi e rimedia condanna a 20 anni

La pena inflitta dal gup Lorenzo Matassa è superiore di otto anni di quella chiesta dal pm della Dda Alessia Sinatra

Una nuova condanna si aggiunge all'infinito casellario giudiziale del pentito Luigi Putrone, finito ancora sotto processo sulla base delle sue stesse rivelazioni che hanno fatto piena luce su tre vecchi omicidi di mafia. Il gup di Palermo, Lorenzo Matassa, gli ha inflitto 20 anni.

La pena è ben superiore ai dodici anni che, qualche ora prima, erano stati chiesti dal pm della Dda, Alessia Sinatra, e tiene conto di tutte le attenuanti speciali previste dalla legge sui collaboratori di giustizia ritenute «prevalenti» sulle aggravanti. «La sua collaborazione è genuina - ha detto il pm durante la requisitoria - perché si è autoaccusato di numerosi omicidi di cui nessuno gli avrebbe mai chiesto il conto». Il giudice, però, ha ritenuto troppo mite la pena e gli ha inflitto 20 anni, disponendo anche la condanna al risarcimento dei danni per i familiari delle vittime che si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Luigi Troja, Salvatore Virgone, Irene Eballi, Lorena Tacci, Leonardo Cusumano e Chiara Guarneri.

Putrone dovrà pagare una provvisionale (anticipo del risarcimento dei danni di 100 mila euro per ciascuna parte civile. Il cinquantacinquenne empedoclino, catturato dai carabinieri nell’agosto del 2005 in Repubblica Ceca, ha raccontato di avere avuto un ruolo nell’uccisione di Giuseppe Lo Zito, Ignazio Filipazzo e Roberto Papia. 

La pena inflitta, oltre alla riduzione prevista dalle attenuanti speciali della legge sui collaboratori di giustizia, è diminuita di un terzo perché il difensore di Putrone, l’avvocato Manfredo Fiormonti, ha scelto la strategia del giudizio abbreviato. 

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