Mafia, la maxi inchiesta "Montagna": definitivo l'arresto del calciatore Fragapane

Il cugino del presunto capo mandamento era stato fermato in Belgio, dove conduceva una vita da giocatore e dirigente di società affermato: secondo la Dda avrebbe aiutato il familiare a gestire gli affari della cosca

Daniele Fragapane

La Cassazione rigetta il ricorso della difesa: diventa definitivo l'arresto di Daniele Fragapane, 33 anni, di Santa Elisabetta, finito in carcere quattro mesi e mezzo dopo l'operazione antimafia "Montagna", scattata per tutti gli altri il 22 gennaio scorso, con l'accusa di essere uno dei "bracci destri" del cugino Francesco, presunto capo del nuovo mandamento mafioso.

Operazione "Montagna", preso in Belgio il calciatore-latitante Daniele Fragapane

Fragapane, difeso dall'avvocato Giuseppe Barba, quando è scattata l'operazione dei carabinieri, che ha disarticolato le nuove famiglie mafiose della provincia di Agrigento, si trovava in Belgio dove continuava a vivere con una ribalta pubblica di calciatore e dirigente della squadra di calcio Roeulx, iscritta in una categoria dilettantistica dei campionati belgi ma con grande visibilità. A maggio è stato bloccato a Bruxelles ed estradato in esecuzione di un mandato di arresto europeo.

Cercando su internet il suo nome comparivano foto, video e interviste del capitano della squadra a cui veniva dedicato persino un ampio servizio in occasione della nascita della figlia. Un contesto distante anni luce da quello delineato dal gip di Palermo Filippo Serio che ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’accusa di associazione mafiosa. Secondo il pool di magistrati della Dda che ha condotto l’inchiesta «Montagna», composto dai pm Alessia Sinatra, Claudio Camilleri e Geri Ferrara, Fragapane sarebbe stato, fra il luglio del 2014 e l’aprile dell’anno successivo il rappresentante della famiglia mafiosa di Santa Elisabetta.

In 52 chiedono il giudizio abbreviato

A lui venne affidato l’incarico di sostituire il cugino Francesco, che stava scontando una precedente condanna e presto sarebbe diventato, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, una delle figure di primo piano della mafia agrigentina seguendo le orme del padre Salvatore.

Daniele Fragapane sarebbe persino tornato dal Belgio per gestire le vicende di Cosa Nostra in un periodo particolarmente delicato: in quei mesi, infatti, era stato destituito il favarese Giuseppe Quaranta, che dopo l’arresto del 22 gennaio si è pentito.

Lo stesso Quaranta, infatti, in precedenza aveva assunto l’incarico di referente della famiglia mafiosa di Santa Elisabetta nell’attesa che Francesco Fragapane tornasse in libertà. Sarebbe stato, quindi, Daniele Fragapane, secondo l’accusa, a prendere il suo posto.

L'ordinanza cautelare è stata confermata prima dal tribunale del riesame e, nelle scorse ore, dalla Corte di Cassazione che l'ha resa definitiva. 

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