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Venerdì, 14 Giugno 2024
Mafia Canicattì

Mafia, cancellato il debito milionario a un "postino" di Provenzano

Il giudice di sorveglianza estingue il pagamento di quasi 5 milioni e mezzo di euro di spese di giustizia che avrebbe dovuto pagare il cinquantunenne Gioacchino Ferro

“Le sue condizioni finanziarie non sono agiate e, in ogni caso, non sono tali da potere soddisfare il debito contratto nei confronti dell’amministrazione senza che l’adempimento comporti un serio e considerevole squilibrio economico, tale da compromettere il reinserimento sociale del detenuto”. Con queste motivazioni il magistrato di Sorveglianza di Agrigento, Federico Romoli, ha cancellato il debito che ammontava a poco meno di 5 milioni e mezzo di euro che il canicattinese Gioacchino Ferro, 51 anni, condannato a 6 anni e 6 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Grande mandamento”, con l’accusa di avere fatto parte della rete di “postini” di Bernardo Provenzano, avrebbe dovuto pagare allo Stato.

Ferro, proprietario di numerosi terreni, si era visto recapitare una cartella esattoriale di 5 milioni e 309mila euro, da pagare in solido con gli altri condannati, per le spese del procedimento “Grande mandamento”, definito nel 2007 al tribunale di Caltanissetta con una pioggia di condanne per presunti affiliati o uomini vicini al boss Bernardo Provenzano che avrebbero fatto parte della rete che smistava i “pizzini” indirizzati all’ex capo di Cosa Nostra siciliana morto il 13 luglio di due anni fa. Il suo difensore, l'avvocato Angela Porcello, aveva chiesto la remissione sottolineando anche la "condotta regolare nell'ambito della legalità successiva alla scarcerazione". 

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