Mafia

"Nessun rischio di contatti con l'esterno", il boss Falsone chiede la revoca del 41 bis

L'ex numero uno di Cosa Nostra agrigentina si oppone alla proroga, ininterrotta da dieci anni, del "carcere duro"

Falsone, il giorno dell'arresto in Francia

Dopo avere ottenuto, nei giorni scorsi, di non dovere scontare un ulteriore periodo di isolamento in cella, il boss Giuseppe Falsone prova a farsi revocare, dopo dieci anni ininterrotti, il regime del carcere duro. L’udienza, al tribunale di sorveglianza di Roma, dove sarà discussa l’istanza del suo difensore, l’avvocato Angela Porcello, è in programma il 21 maggio.

La Procura ha prodotto gli atti delle inchieste antimafia “Halycon” e “Assedio” che proverebbero – anche per via del coinvolgimento del cugino Giuseppe Puleri - un unico filo conduttore col suo passato mafioso e, quindi, l’astratta possibilità che possa continuare ad avere contatti con l’esterno. La difesa, invece, si oppone e chiede la revoca del regime carcerario che prevede ulteriori restrizioni nei contatti con l’esterno e della socialità all’interno del carcere. Il prossimo mese il procedimento dovrebbe concludersi. 

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