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"Rientrò a casa con 13 minuti di ritardo dopo condanna per mafia", il boss Massimino verso il processo

La Procura gli ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini: sorpreso alle 20,13 fuori dalla propria abitazione ma aveva la sorveglianza speciale

Tredici minuti di ritardo che potrebbero costargli un’altra condanna a un anno di carcere: il boss Antonio Massimino, 48 anni, che peraltro di recente è stato nuovamente arrestato per estorsione mafiosa, rischia di finire a processo con l’accusa di avere violato gli obblighi di sorveglianza speciale.

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Il pubblico ministero Alessandro Macaluso gli ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio) contestandogli di non avere rispettato il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale che, per quattro anni, gli imponeva delle restrizioni della libertà personale in quanto ritenuto “socialmente pericoloso”. Massimino è stato controllato dai carabinieri lo scorso 16 settembre.

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I militari hanno appuntato l’orario di rientro nella sua abitazione informando la Procura perché, essendo tornato alle 20,13, avrebbe violato il provvedimento dei giudici che gli imponeva di restare in casa dalle 20 alle 6. Con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, il difensore di Massimino – l’avvocato Salvatore Pennica – potrà chiedere di produrre delle memorie o un interrogatorio del suo assistito.

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