Mafia Licata

Problemi di distanze nelle sale del Pagliarelli, slitta processo a padre e figlio accusati di usura

Antonino e Paolo Greco rispondono pure di estorsione aggravata dal metodo mafioso: i giudici dispongono l'accompagnamento in aula per la prossima udienza

Problemi di spazio nelle sale del carcere Pagliarelli adibite al collegamento da remoto con i tribunali per la celebrazione delle udienze. Slitta il processo a carico di Antonino e Paolo Greco, padre e figlio, di Licata, 49 e 22 anni, accusati di usura aggravata e tentata estorsione con metodo mafioso. 

Il dibattimento, davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara, doveva entrare nel vivo dopo alcune questioni preliminari relative alla richiesta della difesa (gli avvocati Francesco Lumia e Giovanni Lo Monaco) di estromettere le intercettazioni.

Sopravvenuti problemi nella gestione delle sale del carcere Pagliarelli, dove si trovano gli imputati, non hanno però consentito il video-collegamento a cui si fa maggiore ricorso in questi mesi per l'emergenza Covid. Tutto da rifare, quindi, e il 17 marzo, se la problematica non sarà risolta, si provvederà al trasporto dei detenuti.

Il processo scaturisce da un'indagine su tre presunti casi di usura e altrettanti di tentata estorsione che risalirebbero al periodo compreso fra il 2016 e il 2019. Nel primo episodio la vittima, alla quale erano stati prestati 35mila euro, sarebbe stata costretta dai due imputati a restituirne 54mila, con un tasso di interesse del 54 per cento. Il solo Antonino Greco, per costringerlo a pagare, lo avrebbe picchiato e minacciato di uccidere i suoi familiari.

Un'altra vittima dello strozzinaggio, al quale sarebbe stato imposto di restituire un prestito con un tasso del 240 per cento annuo, sarebbe stata aggredita con un tubo di acciaio da Antonino Greco e minacciata di morte. Padre e figlio, inoltre, avrebbero fermato l'auto di un conoscente, minacciando di ucciderlo con un bastone se non gli avesse dato 11.500 euro. La vittima sarebbe stata brutalmente picchiata per il rifiuto di pagare. 

Paolo Greco, peraltro, nei giorni scorsi è stato condannato a 12 anni di reclusione per l'accusa di avere sparato all'indirizzo di tre tecnici che stavano collocando, di notte, in incognito, le microspie nell'ambito di questa inchiesta. 

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