Patto elettorale col boss per farsi eleggere: ex consigliere comunale dal gup

Il geometra Giuseppe Scozzari rischia il rinvio a giudizio per l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa

Scozzari col boss Giuseppe Occhipinti

Affari col boss per farsi eleggere consigliere comunale. In cambio avrebbe garantito il suo peso all'interno del Municipio e quello nell'Azienda sanitaria in cui lavorava come funzionario dell'ufficio tecnico dell'ospedale. L'ex consigliere comunale di Licata, Giuseppe Scozzari, dimessosi pochi giorni dopo l'arresto, finisce davanti al giudice per l'udienza preliminare dove rischia il rinvio a giudizio per l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Questa mattina, davanti al gup di Palermo, c'è stato il primo passaggio in aula ed è stato disposto un rinvio al 24 giugno per formalizzare la scelta del rito che potrebbe essere, secondo quanto emerso, l'abbreviato. 

Le inchieste "Assedio" e "Halycon" che hanno disarticolato, fra luglio e agosto scorsi, con le operazioni di carabinieri e Ros, la nuova famiglia mafiosa di Licata che avrebbe pure stretto un accordo con la politica e la massoneria deviata per portare avanti i propri interessi economici e personali, sono state concluse. Sono ventuno in tutto gli indagati nei cui confronti si profila una richiesta di rinvio a giudizio. I personaggi principali sono il boss Angelo Occhipinti, 65 anni, lo stesso ex consigliere comunale, nonchè geometra dell'ufficio tecnico dell'ospedale di Licata, Giuseppe Scozzari, e il funzionario della Regione Lucio Lutri. Scozzari, però, attraverso il suo difensore - l'avvocato Giovanni Di Benedetto - ha rinunciato alla sospensione dei termini di custodia cautelare, fissati dal decreto per l'emergenza Covid dal 9 marzo all'11 maggio, e la sua posizione è stata stralciata rispetto agli altri.

L'udienza preliminare, davanti al gup di Palermo, è iniziata oggi ed entrerà nel vivo. Scozzari, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe, "nell'esercizio delle, sue funzioni di responsabile del servizio tecnico del presidio ospedaliero di Licata, ed essendo influente funzionario dell'Asp di Agrigento, garantito corsie preferenziali per l'accesso ai servizi dell'Asp a soggetti indicati dal capomafia Occhipinti".  Nell'esercizio delle funzioni di consigliere comunale di Licata, invece, avrebbe "messo a disposizione il proprio peso politico all'interno del Comune al fine di fare ottenere al capomafia Occhipinti ed a Raimondo Semprevivo (suo cognato) la regolarizzazione amministrativa di un'area sottoposta a sequestro penale. 

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