"Siamo massoni ma non siamo mafiosi", funzionario regionale e tecnico informatico si difendono

Lucio Lutri e Vito Lauria, imputati del processo "Halycon-Assedio", respingono le accuse: "Nessun legame con il clan"

Una foto agli atti dell'inchiesta

"Siamo massoni, ma non siamo mafiosi. Fra noi solo rapporti fra fratelli di loggia ma nessun legame con la criminalità organizzata". Il funzionario della Regione Lucio Lutri e il tecnico informatico Vito Lauria si difendono davanti al giudice e negano le accuse per cui sono finiti a processo nell'ambito della doppia inchiesta "Halycon" e "Assedio" che ha disarticolato la nuova famiglia mafiosa di Licata che avrebbe pure stretto un accordo con la politica e la stessa massoneria deviata per portare avanti i propri interessi economici e personali.

I personaggi principali sono il boss Angelo Occhipinti, 65 anni, l'ex consigliere comunale, nonchè geometra dell'ufficio tecnico dell'ospedale di Licata, Giuseppe Scozzari, e il funzionario della Regione Lucio Lutri. Quest’ultimo, in particolare, "grazie alle rete relazionale a sua disposizione quale Maestro venerabile della loggia massonica "Pensiero ed Azione" di Palermo, avrebbe "acquisito e veicolato agli appartenenti alla famiglia mafiosa informazioni riservate circa l'esistenza di attività di indagine a loro carico" e sarebbe intervenuto per favori di altra natura. Circostanza che il funzionario, al quale si contesta il concorso esterno in associazione mafiosa, ieri, ha del tutto negato.

Lauria ha aggiunto: "I nostri rapporti scaturiscono esclusivamente dall'appartenenza alla stessa loggia massonica ma non abbiamo fatto mai nulla di illecito". L'associazione mafiosa, con il ruolo di "promotore e organizzatore", in questo stralcio è contestata ad Angelo Occhipinti, inteso “Piscimoddu”. Tra i presunti partecipi, invece: Giovanni Mugnos, 54 anni; Giacomo Casa, 66 anni; Vito Lauria, 50 anni; il farmacista Angelo Lauria, 56 anni; Raimondo Semprevivo, 48 anni; Vincenzo Bellavia, 34 anni; Angelo Graci, 33 anni; Giuseppe Galanti, 62 anni, tutti di Licata e Giuseppe Puleri, 41 anni di Campobello di Licata.
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Nella lista degli imputati anche lo stesso Scozzari, accusato di concorso esterno e l’elettrauto Marco Massaro, 36 anni, accusato di favoreggiamento. Ieri mattina, come già avvenuto giovedì nello stralcio ordinario del processo, la Cgil si è costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Floriana Salamone. Il gup di Palermo Claudia Rosini ha poi fissato un calendario che porterà alla sentenza: il 16 novembre è in programma la requisitoria dei pm Calogero Ferrara e Claudio Camilleri. L'11 e il 18 dicembre, i difensori (fra gli altri gli avvocati Angela Porcello, Giovanni Castronovo, Giuseppe Di Peri e Luigi Ciotta) illustreranno le loro arringhe. Poi sarà individuata un'altra data per la conclusioni.

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