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Una foto agli atti dell'inchiesta

Una foto agli atti dell'inchiesta

Mafia e massoneria deviata, inchiesta "Halycon": ristoratore torna libero dopo sette mesi

Antonino Cusumano, 43 anni, noto ristoratore di Licata, è accusato di avere fatto parte di Cosa Nostra: disposto il divieto di dimora in provincia

Il Gip di Palermo Fabio Pilato, accogliendo l’istanza presentata dagli avvocati Lillo Fiorello e Angelo Balsamo, ha disposto la sostituzione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di Antonino Cusumano, 43 anni, di Licata, con quella del divieto di dimora nella provincia di Agrigento con obbligo di presentazione trisettimanale alla polizia giudiziaria.

Cusumano è stato arrestato il 12 agosto nell’ambito dell’operazione “Halycon” condotta dai carabinieri del Ros, con il coordinamento della Dda di Palermo nell'ambito di un'inchiesta che ha accertato pure un presunto legame fra la mafia e la massoneria deviata. Accusato di favoreggiamento con l’aggravante di avere agevolato l’associazione mafiosa licatese, il fatto veniva successivamente riqualificato dal Tribunale delle libertà di Palermo nel reato di associazione di tipo mafioso con riferimento al presunto ruolo svolto dall’uomo, dipendente del ristorante di famiglia "Il sombrero", nel fare da intermediario tra gli appartenenti alla famiglia mafiosa e nel veicolare messaggi criptici.

Secondo la difesa, tuttavia, la misura cautelare era stata disposta "alla luce di alcune risultanze investigative non vagliate, qualificabili pertanto alla stregua di “fatti nuovi”, che non consentono di ipotizzare la sussistenza di alcuna condotta di partecipazione di Cusumano a ‘Cosa Nostra’ o di rafforzamento della stessa consorteria criminale".

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