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Sabato, 25 Giugno 2022
Mafia Licata

Mafia e massoneria deviata, al via processo "Halycon-Assedio": la Cgil è parte civile

Il sindacato ammesso nel dibattimento in cui sono imputati i presunti componenti della famiglia di Cosa Nostra che avrebbero stretto accordi con la politica e le logge

La Cgil di Agrigento si costituisce parte civile al processo scaturito dalla doppia inchiesta "Halycon" e "Assedio" che ha disarticolato la nuova famiglia mafiosa di Licata che avrebbe pure stretto un accordo con la politica e la massoneria deviata per portare avanti i propri interessi economici e personali.

Il sindacato, rappresentato dall'avvocato Floriana Salamone, ha ottenuto dai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, di entrare nel processo, tutelando i propri interessi previsti dallo statuto "di contrasto all'illegalità e alla criminalità organizzata", ottenendo, quindi, in caso di condanna, il risarcimento dei danni. All'udienza preliminare si erano già costituiti Sicindustria e il Centro Pio La Torre con l'assistenza degli avvocati Ettore Barcellona e Zelia Dionisio. Oggi, prima dell'apertura del dibattimento a carico di otto imputati, si è unita anche la Cgil. 

Gli imputati dei due tronconi, in tutto, sono venti. I personaggi principali sono il boss Angelo Occhipinti, 65 anni, l'ex consigliere comunale, nonchè geometra dell'ufficio tecnico dell'ospedale di Licata, Giuseppe Scozzari, e il funzionario della Regione Lucio Lutri. Lutri, in particolare, "grazie alle rete relazionale a sua disposizione quale Maestro venerabile della loggia massonica "Pensiero ed Azione" di Palermo, avrebbe "acquisito e veicolato agli appartenenti alla famiglia mafiosa informazioni riservate circa l'esistenza di attività di indagine a loro carico" e sarebbe intervenuto per favori di altra natura.

L'associazione mafiosa, con il ruolo di "promotore e organizzatore", è contestata ad Angelo Occhipinti, inteso “Piscimoddu”, e Giovanni Lauria, 79 anni, detto “Il professore”. Tra i presunti partecipi, invece: Giovanni Mugnos, 54 anni; Giacomo Casa, 66 anni; Vito Lauria, 50 anni; il farmacista Angelo Lauria, 56 anni; Raimondo Semprevivo, 48 anni; Gabriele Spiteri, 47 anni; Vincenzo Spiteri, 53 anni; Antonino Cusumano, 44 anni; Angelo Bellavia, 65 anni; Vincenzo Bellavia, 34 anni; Angelo Graci, 33 anni; Giuseppe Galanti, 62 anni, tutti di Licata e Giuseppe Puleri, 41 anni di Campobello di Licata. Sono accusati di favoreggiamento aggravato, invece: Antonino Massaro, 61 anni di Licata, e Marco Massaro, 36 anni di Licata, entrambi elettrauti; il titolare della ditta che si è occupata delle demolizioni degli immobili abusivi a Licata: Salvatore Patriarca, 42 anni di Vittoria e Alberto Riccobene, 53 anni di Palma di Montechiaro.

Il gup di Palermo, Claudia Rosini, il 6 luglio, ha disposto il rinvio a giudizio di Angelo Bellavia, Cusumano, Giovanni Lauria, Antonino Massaro, Patriarca, Riccobene, Gabriele Spiteri e Vincenzo Spiteri.

Per loro, questa mattina, è iniziato il dibattimento: il pm della Dda Alessia Sinatra e i difensori (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Santo Lucia, Angelo Balsamo e Giuseppe Rapisarda) hanno chiesto l'ammissione dei rispettivi mezzi di prova. Si torna in aula il 12 novembre per l'audizione dei primi testi.  

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