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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Il blitz "Condor" / Licata

Le estorsioni sui macchinette da gioco, le intercettazioni: "Duemila sono dei miei compagni (detenuti) e duemila sono miei"

Le cimici hanno captato la programmazione di un incontro"per fare i conti", sollecitato, da un imprenditore che voleva chiedere una riduzione, o comunque una dilazione, del pagamento di somme che era costretto a versare

I carabinieri del nucleo Investigativo di Agrigento hanno raccolto - secondo quanto emerge dalle pagine dell'ordinanza cautelare dell'inchiesta "Condor" - indizi in merito al controllo degli apparecchi da gioco. Videogames ed introiti sui quali sarebbero state messe a segno anche delle estorsioni. 

E' il 25 luglio del 2021 quando le cimici, installate sull'auto di Giuseppe Chiazza, registrano un colloquio fatto con il cognato Baldo Carapezza. Militari dell'Arma e Dda apprendono che entrambi avevano - è stato ricostruito dal gip Filippo Serio che ha firmato l'ordinanza - in programma di incontrarsi con un licatese operante nel settore della distribuzione e gestione di apparecchi e congegni elettronici da intrattenimento. Un incontro programmato "per fare i conti" - sollecitato, ricostruisce lo stesso gip, dall'imprenditore licatese che voleva chiedere una riduzione, o comunque una dilazione, del pagamento di somme che era costretto a versare, assumendo di aver patito una significativa contrazione degli introiti. Ed in merito Chiazza avrebbe, secondo quanto riportato nelle pagine dell'ordinanza cautelare, detto: "... eh, mi doveva parlare forse perché sta guadagnando di meno .. ma che minchia mi interessa! .. ora è capace che quello dice: 'Pè vedi che .. ad esempio .. quei numeri che ti ricordi tu te li posso dare .. ' ... 'altrimenti te li possono dare ogni mese ... ma se ci arrivano vero non per scherzare .. vedi che sono andato sai .. al bar .. sono vuote le macchinette".

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"Chiazza - scrive il gip - anticipava tuttavia al Carapezza di non avere alcuna intenzione di accogliere una simile richiesta dilatoria ( '.... ma a me che minchia mi interessa?') e che avrebbe preteso l'integrale pagamento della somma che si apprendeva - continua il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo - essere di circa 800/1000 euro al mese". 

Il 13 agosto del 2021, Giuseppe Chiazza e Baldo Carapezza raggiungono Licata. "Si aveva modo di apprendere in termini oltremodo nitidi l'avvenuta commissione di una richiesta estorsiva commessa dal Chiazza - scrive il gip nelle pagine dell'ordinanza - facendo valere la sua appartenenza al gruppo mafioso Stiddraro e che parte dei proventi sarebbero stati destinati ai sodali detenuti: 'Duemila sono dei miei compagni e duemila sono miei'"

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"... Ora da questa parte quattromila euro devi portare .. duemila euro ogni quindici giorni .. non mi interessa una minchia .. duemila sono dei miei compagni e duemila sono miei .. minchia gli è iniziata a tremare la voce, deve ringraziare che eravamo al bar .. si poteva consumare" - avrebbe detto, stando a quanto scritto nell'ordinanza, Giuseppe Chiazza - . 

"Sussistono indizi di colpevolezza a carico di Giuseppe Chiazza in relazione alla tentata estorsione. I gravi indizi - scrive il gip Filippo Serio - si ricavano dagli esiti delle intercettazioni delle conversazioni registrate all'interno dell'auto". 

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