Giro di usura ed estorsioni mafiose, la difesa: "Intercettazioni non sono utilizzabili"

Sotto accusa Antonino e Paolo Greco, padre e figlio di 49 e 22 anni. Il loro legale ritiene che le trascrizioni non possano essere più trascritte

Antonino e Paolo Greco

"Le intercettazioni non possono essere più utilizzate perchè confluite nel fascicolo del processo senza tenere conto di tutte le nuove forme di garanzia previste dalla riforma". L'avvocato Francesco Lumia prova a fare estromettere tutte le conversazioni del processo a carico di Antonino e Paolo Greco, padre e figlio, di Licata, 49 e 22 anni, accusati di usura aggravata e tentata estorsione con metodo mafioso.

I giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, a cui ha consegnato una memoria, hanno rinviato l'udienza di 7 giorni per esaminare la questione e sciogliere la riserva. Il dibattimento è già iniziato ed è stato ascoltato, all'udienza precedente, il dirigente della squadra mobile Giovanni Minardi.

Il funzionario della Questura, primo teste della lista del pubblico ministero Claudio Camilleri, in sostanza, ha raccontato che l'indagine venne avviata per fare luce su una serie di attentati e intimidazioni. Gli autori di quegli episodi non sono stati individuati ma, interrogando le vittime e tenendo d'occhio i Greco, sospettati sulla base di altri elementi investigativi, si è arrivati a ricostruire tre presunti casi di usura e altrettanti di tentata estorsione che risalirebbero al periodo compreso fra il 2016 e il 2019. Nel primo episodio la vittima, alla quale erano stati prestati 35mila euro, sarebbe stata costretta dai due imputati a restituirne 54mila, con un tasso di interesse del 54 per cento.

Il solo Antonino Greco, per costringerlo a pagare, lo avrebbe picchiato e minacciato di uccidere i suoi familiari. Un'altra vittima dello strozzinaggio, al quale sarebbe stato imposto di restituire un prestito con un tasso del 240 per cento annuo, sarebbe stata aggredita con un tubo di acciaio da Antonino Greco e minacciata di morte. Padre e figlio, inoltre, avrebbero fermato l'auto di un conoscente, minacciando di ucciderlo con un bastone se non gli avesse dato 11.500 euro. La vittima sarebbe stata brutalmente picchiata per il rifiuto di pagare. 

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