Mafia, l'inchiesta "Assedio" approda in Cassazione: la difesa chiede le scarcerazioni

Il clan del boss Occhipinti all'esame della Suprema Corte dopo la conferma dei provvedimenti da parte del riesame

Il boss Occhipinti con Giuseppe Scozzari

L'inchiesta antimafia "Assedio", che ha disarticolato le nuove famiglie mafiose di Licata e Campobello, con nove arresti, scattati il 20 giugno, approda in Cassazione. I giudici del riesame hanno confermato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il presunto capomafia di Licata, Angelo Occhipinti, personaggio chiave dell'operazione che ha accertato anche dei presunti legami con la politica.

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I difensori di Occhipinti, gli avvocati Giovanni Castronovo e Angela Porcello, hanno impugnato la decisione in Cassazione e il 13 dicembre, davanti alla seconda sezione, è in programma l’udienza in cui si deciderà se confermare l’ordinanza in carcere. Nell’operazione sono stati arrestati pure Raimondo Semprevivo, 47 anni, accusato di estorsione aggravata, e quattro presunti affiliati. Si tratta di Vincenzo Bellavia, 34 anni; Gabriele Spiteri, 45 anni, il fratello Vincenzo, 51 anni, Giuseppe Salvatore Spiteri, 45 anni; tutti di Licata nonchè Giuseppe Puleri, 39 anni, di Campobello di Licata. Stessa data – 13 dicembre – per discutere le ordinanze cautelari di Vincenzo Bellavia, Semprevivo e Puleri. 

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