Domenica, 16 Maggio 2021
Mafia

Investigatore della Mobile rivela: "Il boss Falsone cacciò chi aveva votato contro la sua elezione"

Un poliziotto della Questura di Palermo, in aula: "Chi partecipò all'elezione di Di Gati a capo provincia fu messo fuori"

Il boss Giuseppe Falsone

Il boss Giuseppe Falsone aveva cacciato tutti quelli che gli avevano votato contro. “Chi aveva partecipato al summit per eleggere il suo rivale Maurizio Di Gati al vertice delle famiglie di Cosa Nostra agrigentina era stato messo fuori”. A rivelarlo è stato il sostituto commissario della squadra mobile di Palermo, Giuseppe Baldagliacca.

Il poliziotto è stato ascoltato ieri mattina al processo scaturito dall’inchiesta antimafia “Icaro” che, fra il dicembre del 2015 e il gennaio successivo, ha portato a una ventina di misure cautelari fra i componenti delle nuove famiglie mafiose dell’Agrigentino. Il processo è alle battute iniziali. Baldagliacca è il primo teste che è stato ascoltato ieri davanti al collegio di giudici della prima sezione penale presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni.

“Il 26 gennaio del 2012 - ha detto il sostituto commissario della squadra mobile di Palermo - parte formalmente l'indagine. In seguito ad alcune attività investigative arriva, infatti, un’indicazione precisa. Alcuni personaggi un tempo riconducibili al gruppo del boss Giuseppe Falsone erano tornati in azione nella zona del mandamento del Belice”. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Investigatore della Mobile rivela: "Il boss Falsone cacciò chi aveva votato contro la sua elezione"

AgrigentoNotizie è in caricamento