Blitz "Opuntia", la difesa: "Riggio non fa parte della famiglia mafiosa"

Per il quarantaseienne di Menfi, il pubblico ministero Alessia Sinatra ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione

Vito Riggio

"Riggio non fa parte della famiglia mafiosa di Menfi. Anzi, a Menfi non c'è proprio una famiglia mafiosa”. Ha parlato per cinque ore, ieri, - secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia - dinanzi al Gup del Tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, l'avvocato Calogero Lanzarone che difende Vito Riggio, di 46 anni, di Menfi, per il quale il pubblico ministero, Alessia Sinatra, ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione. Per l'avvocato Lanzarone, Riggio è estraneo ai fatti di mafia e deve essere assolto. La discussione di Lanzarone si è sviluppata su tre fronti: escludere la partecipazione di Riggio all'associazione mafiosa, sostenere che è stato vicino, accompagnandolo in più occasioni, a Vito Bucceri, che era a capo della famiglia mafiosa di Menfi e che poi ha iniziato a collaborare, per la loro parentela (sono cugini) e non per fatti illeciti. E, infine, sottolineato “anche la dichiarazione di Bucceri che esclude la partecipazione di Riggio alla famiglia mafiosa”. Lanzarone è entrato nello specifico delle caratteristiche dell'associazione mafiosa per giungere a “Opuntia” “dove non c'è un sequestro, non ci sono armi e neppure estorsioni. Anche sulla questione delle macchinette da gioco - ha aggiunto l'avvocato Lanzarone - non c'è nulla che può ricondursi a fatti di mafia”.

Una tesi del tutto diversa rispetto a quella sostenuta dall'accusa per Riggio e, per quanto riguarda la misura della custodia in carcere, affermata anche dal Gip e dal Tribunale del Riesame che hanno lasciato in cella il menfitano: “In base a quanto emerge dagli atti d'indagine Riggio risulta pienamente inserito, in modo stabile e continuativo, nel tessuto socio criminale della famiglia mafiosa di Menfi all'interno della quale risulta essersi mosso consapevolmente e liberamente come esponente al servizio del capo famiglia Bucceri Vito per attività funzionali al raggiungimento degli scopi della stessa consorteria mafiosa e non certo per interessi privati del cugino”.

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Il processo, per i sei imputati che vengono giudicati con il rito abbreviato, riprenderà il 16 aprile con la discussione della difesa di Vito Bucceri. 
 

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