"Mafia e massoneria deviata", chiesti 20 rinvii a giudizio per il clan di Licata

La Dda manda a processo i presunti affiliati della famiglia mafiosa finiti in carcere nella doppia operazione Halycon e Assedio

Un magazzino dove avvenivano i summit

A distanza di quasi un anno dalla doppia operazione, eseguita dai carabinieri e dal Ros fra luglio e agosto, i pubblici ministeri della Dda di Palermo, Geri Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra, hanno chiesto 20 rinvii a giudizio per gli indagati delle inchieste "Assedio" e "Halycon" che hanno disarticolato la nuova famiglia mafiosa di Licata che avrebbe pure stretto un accordo con la politica e la massoneria deviata per portare avanti i propri interessi economici e personali.

I personaggi principali sono il boss Angelo Occhipinti, 65 anni, l'ex consigliere comunale, nonchè geometra dell'ufficio tecnico dell'ospedale di Licata, Giuseppe Scozzari, e il funzionario della Regione Lucio Lutri. La posizione di Scozzari è stata stralciata ed è già a processo separatamente dopo avere rinunciato ai termini di sospensione di custodia cautelare previsti dall'emergenza Covid.Lutri, in particolare, "grazie alle rete relazionale a sua disposizione quale Maestro venerabile della loggia massonica "Pensiero ed Azione" di Palermo, avrebbe "acquisito e veicolato agli appartenenti alla famiglia mafiosa informazioni riservate circa l'esistenza di attività di indagine a loro carico" e sarebbe intervenuto per favori di altra natura che avrebbero rafforzato l'organizzazione criminale. Scozzari, invece, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa come Lutri, avrebbe, "nell'esercizio delle, sue funzioni di responsabile del servizio tecnico del presidio ospedaliero di Licata, ed essendo influente funzionario dell'Asp di Agrigento, garantito corsie preferenziali per l'accesso ai servizi dell'Asp a soggetti indicati dal capomafia Occhipinti".  

Nell'esercizio delle funzioni di consigliere comunale di Licata, invece, avrebbe "messo a disposizione il proprio peso politico all'interno del Comune al fine di fare ottenere al capomafia Occhipinti ed a Raimondo Semprevivo (suo cognato) la regolarizzazione amministrativa di un'area sottoposta a sequestro penale". 

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L'associazione mafiosa è contestata ad Angelo Occhipinti, inteso “Piscimoddu”, e Giovanni Lauria, 79 anni, detto “Il professore”. Tra i presunti partecipi, invece: Giovanni Mugnos, 54 anni di Licata; Giacomo Casa, 66 anni di Licata; Vito Lauria, 50 anni, di Licata; il farmacista Angelo Lauria, 56 anni di Licata; Raimondo Semprevivo, 48 anni di Licata; Gabriele Spiteri, 47 anni di Licata; Vincenzo Spiteri, 53 anni di Licata; Antonino Cusumano, 44 anni; Angelo Bellavia, 65 anni; Vincenzo Bellavia, 34 anni; Angelo Graci, 33 anni di Licata; Giuseppe Galanti, 62 anni di Licata; Giuseppe Puleri, 41 anni di Campobello di Licata. Rischiano il processo per favoreggiamento aggravato, invece: Antonino Massaro, 61 anni di Licata, e Marco Massaro, 36 anni di Licata, entrambi elettrauti; il titolare della ditta che si è occupata delle demolizioni degli immobili abusivi a Licata: Salvatore Patriarca, 42 anni di Vittoria e Alberto Riccobene, 53 anni di Palma di Montechiaro. L'udienza preliminare è in programma il 6 luglio davanti al gup di Palermo, Claudia Rosini. 
 

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