"I vecchi boss erano tornati al potere ma non hanno condizionato la politica", 4 condanne

I giudici della seconda sezione penale hanno riconosciuto colpevoli gli imputati del processo "Vultur"

Rosario Meli

I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento hanno condannato i quattro imputati dell'inchiesta di mafia "Vultur", ritenuti i componenti delle famiglie di Camastra e Canicattì. 

Il collegio presieduto da Luisa Turco ha inflitto 17 anni e 6 mesi di reclusione a Rosario Meli, 70 anni, ritenuto il capo della famiglia di Camastra; 14 anni e 6 mesi al figlio Vincenzo, accusato di avere gestito gli affari della famiglia di Cosa Nostra in paese e 13 anni e 6 mesi al tabaccaio di Camastra Calogero Piombo, 67 anni, ritenuto il "cassiere" della cosca.

Il pm chiede la condanna di tutti gli imputati

Ventidue anni, in continuazione con altre due condanne precedenti, sono stati inflitti a Calogero Di Caro, 72 anni, vecchio boss di Canicattì, tornato in attività - sostiene la Procura - dopo avere scontato una precedente condanna. 

I giudici, però, hanno escluso che i Meli e Piombo possano avere influito "sul libero esercizio del voto" in occasione delle elezioni amministrative del 2013. Deciso anche un risarcimento per tutte le parti civili (imprenditori e associazioni antiracket), rappresentate dagli avvocati Giuseppe Scozzari, Angelo Sutera e Alba Raguccia.

Ultime arringhe prima della sentenza

Gli imprenditori Vincenzo De Marco, Irene Casuccio e Bruno Forti hanno ottenuto anche una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento del danno, di 10.000 euro. E' stata ordinata, inoltre, la confisca dell'agenzia di pompe funebri ritenuta riconducibile alla famiglia Meli che, per questo, avrebbero preso di mira gli imprenditori concorrenti del paese che subirono pure degli attentati incendiari. 

Il pubblico ministero Alessia Sinatra aveva chiesto la condanna a 24 anni di Rosario Meli, 18 anni era la proposta per il figlio Vincenzo, 15 anni per Piombo e 20 per Di Caro. Per tre udienze consecutive hanno discusso i difensori (gli avvocati Giuseppe Barba, Angela Porcello, Santo Lucia, Giovanni Castronovo, Raffaele Bonsignore e Lillo Fiorello) e, nel pomeriggio, è stata emessa la sentenza. 

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