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I verbali della deposizione / Favara

Favara "pizzo free", il pentito Quaranta: "Tutti i negozianti conoscono qualcuno di Cosa nostra"

Il collaboratore di giustizia rivela che le amicizie consentono ai commercianti di non sottostare al racket: "Ognuno è parente del parente, cugino del cugino"

"Allora, a Favara l’usanza di fare pagare il pizzo ai negozi non esiste, per un semplice motivo, perché a Favara diciamo c’è il negoziante che è parente del parente, cugino del cugino e conosce qualcuno di Cosa Nostra, ma già parliamo di anni e anni di persone di vecchio stampo, questa legge a Favara non esiste, di fare pagare il pizzo ai commercianti, ai negozianti, diciamo a queste cose".

Il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta, deponendo al processo scaturito dall'operazione Mosaico, sulla faida che ha provocato cinque omicidi e almeno una decina di agguati falliti, ricostruisce le dinamiche mafiose nella città di cui è stato capomafia. L'ex boss, in particolare, ha risposto a una domanda del presidente della Corte di assise, Alfonso Malato, spiegando perchè a Favara i commercianti riescono ad essere esenti dal pizzo. 

"Quelli che pagano il pizzo - ha aggiunto Quaranta -, però che vengono già messi a posto dalla loro sede sono i supermercati, l’Hardi, forse i Pago Poco, però questi vengono già messi a posto dal paese diprovenie nza. E questo è uno. Poi, come droga, sì, ci sono personaggi vicino a Cosa Nostra che lavorano con la droga però Cosa Nostra di Favara la droga… noi diciamo sempre che la droga, abbiamo detto sempre che la droga ci porta problemi, problemi con persone drogate, perché una persona drogata è una persona inavvicinabile, indiscutibile, ci porta problemi con la Giustizia, ci porta problemi nella serietà personale".

Il collaboratore di giustizia prosegue: "Palermo, Catania, diciamo là è legge, legge di… di spacciare droga, perché a Palermo non spacciano droga gli appartenenti a Cosa Nostra, a Palermo prendono dei ragazzi che gli danno delle dosi di droga, le vanno a spacciare e gli pagano la giornata, cinquanta euro, sono a stipendio. E Catania pure. Sia a Catania e a Palermo il pizzo è legge, là il pizzo nella provincia di Catania e nella provincia di Palermo, là è legge, e come lo Stato… diciamo… Favara è un mondo diverso, Favara, se puoi aiutare un imprenditore fuori Favara a non fare pagare… di meno, tipo gli diciamo “questo è un imprenditore vicino a noi, a Cosa Nostra di Favara, non ti dà il due per cento, il tre per cento dell’importo del lavoro però ti fa un vioro, un regalo, però se tu hai bisogno di fare lavorare qualcuno, qualche mezzo, glielo metti”, vedi altre province no, là vogliono il tre per cento, impongono di mettere l’operaio… tutto un sistema diverso, Favara è così. Tipo se noi parliamo di Villaggio Mosè, Villaggio Mosè è un campo aperto, scendiamo noi… si scendevano di Favara, di Agrigento, di Palma Montechiaro".

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