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L'auto sequestrata nel garage di Carmelo Nicotra (a sinistra), a destra Carmelo Vardaro

L'auto sequestrata nel garage di Carmelo Nicotra (a sinistra), a destra Carmelo Vardaro

Mafia, operazione "Mosaico": regge l'accusa di duplice tentato omicidio

IL 44enne Carmelo Vardaro resta in cella: secondo gli inquirenti avrebbe fatto parte del commando che sparò all'indirizzo di Carmelo Nicotra e Maurizio Distefano

Resta in piedi l'accusa di duplice tentato omicidio: cadono, invece, alcune imputazioni relative a cessioni di droga, detenzione illegale di armi oltre all'aggravante mafiosa di alcune estorsioni commesse nell'ambito di un contrasto nel mondo della droga.

Il tribunale del riesame di Palermo ha depositato il dispositivo del provvedimento con cui conferma la custodia cautelare in carcere per il quarantaquattrenne Carmelo Vardaro, arrestato insieme ad altre sei persone il 15 settembre nell'ambito dell'operazione "Mosaico" che ha fatto luce su quattro omicidi e tre tentati omicidi, consumati a partire dal 2016 sull'asse Favara-Belgio.

Vardaro, accusato anche dell'omicidio di Mario Jakelich, avvenuto a Liegi il 14 settembre del 2016, è finito in cella per il duplice tentato omicidio, avvenuto a Favara, il 23 aprile del 2017, in un garage, del trentottenne Carmelo Nicotra e di Maurizio Distefano, 40 anni. Sarebbe stato quest'ultimo la vittima designata, esattamente come l'anno prima in Belgio: contro di lui si era scatenato un vero e proprio gruppo di fuoco per vendicare l'omicidio, da lui commesso, secondo quanto si ipotizza, del favarese Carmelo Bellavia, imprenditore e già fiancheggiatore del boss Gerlandino Messina.

In entrambi i casi, però, riesce a salvarsi, pur restando ferito. Jakelich e Nicotra hanno la sfortuna di trovarsi insieme a lui. L'avvocato Salvatore Virgone ha chiesto al tribunale del riesame di annullare l'ordinanza in carcere nei suoi confronti ritenendo che i video agli atti dell'inchiesta, che immortalano dei summit precedenti all'agguato in via Torino, a Favara, nel garage di Nicotra dove vengono esplosi una raffica di colpi di Kalašnikov che feriscono entrambi, "non provano nulla".

Secondo il legale, inoltre, gli accertamenti scientifici degli ultimi due anni "non hanno aggiunto alcun elemento probatorio". I giudici del tribunale della libertà, per il momento, confermano la gravità indiziaria relativamente a questa accusa. E' stato, invece, accolto il ricorso limitatamente ad altre singole accuse. 

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