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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Mafia Favara

Problemi di udito dell'imputato, slitta l'avvio del processo sulla faida fra Favara e il Belgio

Il quarantacinquenne Carmelo Vardaro non può partecipare al processo a distanza, rinviata la deposizione del dirigente della squadra mobile

L'imputato ha dei problemi di udito e può partecipare attivamente all'udienza solo se presente in aula. Nè il videocollegamento tradizionale con il tribunale, nè l'ausilio di un paio di cuffie nella sala del carcere di Melfi dove è detenuto, gli consentono di sentire bene quanto accade nel corso dell'udienza.

Slitta così l'inizio del dibattimento del processo a carico di Carmelo Vardaro, 45 anni, di Favara, unico imputato dell'inchiesta "Mosaico" che non ha scelto il rito abbreviato e, quindi, è stato rinviato a giudizio. Vardaro, nell'ambito dell'indagine sulla faida che fra Favara e il Belgio ha provocato una carneficina con almeno 5 omicidi e una decina di tentati omicidi, è accusato di un omicidio, di due tentati omicidi, di due estorsioni con metodo mafioso e di una serie di episodi satellite.

Il favarese, in particolare, avrebbe cercato di vendicare l'omicidio dell'imprenditore Carmelo Bellavia, condannato per favoreggiamento al boss Gerlandino Messina, uccidendo uno dei killer, ovvero Maurizio Di Stefano: il 14 settembre del 2016, però, in Belgio, nell'abitazione della vittima designata trovano un suo amico - Mario Jakelich - che viene freddato con un colpo di pistola in fronte. Di Stefano viene colpito da alcuni proiettili ma si salva.

Il 23 maggio del 2017 Di Stefano sopravvive a un nuovo agguato nel garage del favarese Carmelo Nicotra che ha la peggio e viene ferito in maniera più grave da alcuni colpi di kalashnikov ai glutei. Vardaro avrebbe commesso i due agguati insieme a Calogero e Antonio Bellavia. I fratelli Calogero ed Emanuele Ferraro (quest'ultimo, a sua volta, è stato poi ucciso) avrebbero partecipato al solo agguato ai danni di Nicotra e Di Stefano.

Il difensore dell'imputato, l'avvocato Salvatore Virgone, aveva chiesto ai giudici di disporre degli accertamenti clinici che hanno confermato l'impossibilità di partecipare attivamente all'udienza, garantita dalla legge a tutti gli imputati. Il collegio presieduto da Alfonso Malato ha, quindi, rinviato al 21 dicembre la deposizione del dirigente della squadra mobile Giovanni Minardi che sarà sentito solo se sarà trovata una soluzione al problema ovvero se Vardaro sarà trasferito in un carcere siciliano e trasportato, per l'udienza, al tribunale di Agrigento.

Alcune vittime e familiari si sono costituiti parte civile (assistite dagli avvocati Salvatore Cusumano, Teresa Alba Raguccia, Graziella Vella, Giuseppe Bongiorno e Tonino Bunone) e sono pronti a chiedere il risarcimento dei danni. 

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