Mafia

La faida sull'asse Favara-Belgio, dissequestrati pc e telefoni della vittima di un agguato

Carmelo Nicotra, 39 anni, scampato a un attentato la sera del 23 aprile del 2017, quando un commando gli sparò addosso alcuni colpi di kalashnikov, è accusato di favoreggiamento dei suoi stessi killer: il gip gli restituisce diversi oggetti

Carmelo Nicotra e l'auto riciclata trovata nel garage dopo l'attentato

"Gli oggetti sono stati già sottoposti ad analisi tecnica e le cose sequestrate non possono fornire alcuna indicazione utile all'accertamento dei fatti".

Il gup di Palermo, Claudia Rosini, a cui si sono rivolti i difensori dell'imputato, gli avvocati Samantha Borsellino e Salvatore Cusumano, ha disposto il dissequestro, a distanza di tre anni e mezzo, di numerosi oggetti che erano stati requisiti al trentanovenne favarese Carmelo Nicotra, finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta "Mosaico" che ha interrotto una lunga faida, sull'asse Favara-Belgio, che ha provocato almeno cinque omicidi e altrettanti tentati omicidi.

Nicotra, il 23 aprile del 2017, è stato ferito, nel suo garage di Favara, con alcuni colpi di kalashnikov. La vittima designata sarebbe stato il quarantenne Maurizio Distefano, già scampato ad un agguato mesi prima in Belgio, dove, il 14 settembre del 2016, fu ucciso Mario Jakelich.

Un gruppo rivale voleva vendicare in questo modo l'omicidio che sarebbe stato commesso dallo stesso Distefano (insieme a Carmelo Ciffa, ucciso a Favara il 26 ottobre del 2016) del favarese Carmelo Bellavia, assassinato il 26 gennaio del 2015 perchè - ipotizzano gli inquirenti - non aveva onorato un debito con lo stesso Distefano.

Nicotra è finito in carcere per ricettazione, favoreggiamento dei suoi stessi killer che non avrebbe indicato alla squadra mobile, incendio, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di armi: tutti i reati aggravati dal metodo mafioso. 

I suoi difensori, qualche giorno prima che inizi l'udienza preliminare, fissata per il 15 giugno, hanno chiesto, ottenendolo, la restituzione di 5 telefoni cellulari, 3 pc, 2 tablet, 2 targhe e alcuni supporti informatici.

Dall'agguato di cui ne ha fatto le spese Nicotra, ne è scaturito a suo carico pure un procedimento per riciclaggio: la Fiat Panda trovata nel garage dell'agguato è risultata, infatti, rubata e contraffatta. 

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