Mafia, la maxi inchiesta "Montagna" verso il processo di appello: imprenditore ai domiciliari

Il gup di Palermo Marco Gaeta, che nei giorni scorsi ha depositato le motivazioni della sentenza, ha sostituito la misura nei confronti del 53enne Stefano Valenti al quale sono stati applicati gli arresti in casa fuori dalla provincia

Un momento del blitz

Arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico al di fuori della provincia di Agrigento dove "le esigenze cautelari potrebbero non essere garantite dalla presenza di altri coimputati". Il gup di Palermo, Marco Gaeta, che nei giorni scorsi ha depositato le motivazioni della sentenza del processo “Montagna”, emessa il 25 luglio, con 35 condanne e 19 assoluzioni per presunti boss e affiliati mafiosi, ha sostituito, due anni esatti dopo l'arresto, la misura cautelare nei confronti del favarese Gerlando Valenti.

L'imprenditore 53enne, difeso dagli avvocati Angela Porcello e Raffaele Bonsignore, era stato condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione per l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: il giudice ha, comunque, ridimensionato la sua posizione riqualificando l'accusa originaria di partecipazione a Cosa Nostra che gli era valsa anche una richiesta di condanna a 20 anni.  

Valenti, in particolare, inizialmente era ritenuto un esponente di spicco della famiglia mafiosa di Favara tanto da essere stato il braccio destro del boss Pasquale Fanara che, invece, è stato assolto e scarcerato, lo scorso 25 luglio, dopo la lettura del verdetto.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Stefano Valenti, contrariamente al fratello Gerlando, anche lui condannato alla stessa pena e per lo stesso reato, finito ai domiciliari lo scorso novembre, aveva già presentato attraverso il suo difensore una richiesta di scarcerazione che era stata rigettata. Il giudice, ritenendo che le esigenze cautelari, per il notevole decorso del tempo e per la definizione del processo, si siano attenuate, ha disposto la scarcerazione.   

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Passeggero della Tua positivo al Covid 19, l'Asp: "Chi ha viaggiato su questo bus ci contatti immediatamente"

  • Boom di contagiati da Covid 19 a Sciacca, adesso sono 29: ci sono anche un neonato e la sua famiglia

  • Coronavirus, salgono ancora i nuovi casi in Sicilia: 8 gli agrigentini contagiati

  • Nuova "bomba" d'acqua sull'Agrigentino: strade e ristoranti allagati, albero su auto

  • Schizza il bilancio dei positivi nell'Agrigentino, ancora casi a Canicattì e Licata

  • Coronavirus, è record di nuovi contagi in Sicilia (+179): 6 per Agrigento, arrivano i primi tamponi rapidi

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
AgrigentoNotizie è in caricamento