Ex braccio destro di Di Gati chiede revoca sorveglianza, no dal pm: i giudici decidono

Pasquale Alaimo, uno dei principali fiancheggiatori dell'ex capo di Cosa Nostra agrigentina chiede di tornare libero

Pasquale Alaimo

Il pm della Dda Francesca Dessì si oppone alla revoca della sorveglianza speciale ma dà il consenso ad una parziale modifica del provvedimento che possa consentirgli di frequentare la scuola, ad Agrigento, e diplomarsi. A decidere, nei prossimi giorni, saranno i giudici della seconda sezione Misure di prevenzione, presieduta da Wilma Angela Mazzara con a latere Fulvia Veneziano e Antonio Genna. Pasquale Alaimo, l’ex netturbino favarese, adesso cinquantunenne, “fedelissimo” del boss Maurizio Di Gati, chiede ai giudici di potere tornare un uomo completamente libero.

Dopo aver finito di scontare la condanna a tredici anni di carcere per associazione mafiosa, inflitta nel processo “Camaleonte”, la prima maxi inchiesta scattata una settimana dopo l’arresto dell’ex capo provinciale di Cosa Nostra, Alaimo è sottoposto alla sorveglianza speciale. Il favarese, attraverso il suo difensore, l’avvocato Giuseppe Barba, spiega di avere cambiato vita, di non essere più socialmente pericoloso e di avere reciso i pericolosi legami col passato. “Sono stato dieci anni in carcere lontano dalla Sicilia, ho tagliato i rapporti con tutti e adesso ho cambiato vita. Mi sono iscritto a scuola e voglio diplomarmi. Col passato ho chiuso”.

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I giudici del tribunale di Agrigento gli avevano inflitto tre anni di misura di prevenzione. Si tratta di un provvedimento, comminato alle persone ritenute socialmente pericolose, che impone delle restrizioni della libertà personale come l’obbligo di dimora nel Comune di residenza e il divieto di uscire da casa negli orari serali. Il procedimento di prevenzione si è esaurito in due udienze e adesso si attende solo la decisione del tribunale.

 

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