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L'anniversario / Favara

"Un giorno crescerò e nel cielo della vita volerò": 25 anni fa l'omicidio del piccolo Stefano Pompeo, la zia lo ricorda citando i Nomadi

Laura Pompeo, con un post su Facebook, omaggia il nipote ucciso per errore da un commando mafioso nel 1999 in circostanze mai chiarite

"Io un giorno crescerò e nel cielo della vita volerò". Laura Pompeo, zia del piccolo Stefano, morto per errore nel 1999, in un agguato mafioso in cui la vittima designata era un amico del padre, ricorda il nipote con un post su Facebook in cui cita la canzone "Io vagabondo" dei Nomadi.

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"La canzone che ti identifica - scrive - inizia cosi anima mia, ed era questo che io avrei  voluto: che tu crescessi e volassi nel cielo della vita, invece una mano crudele 25 anni fa ha deciso altrimenti per te, ti ha spezzato le ali, ma solo quelle perché tu amore mio infinito voli lo stesso libero nei  cuori delle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerti e di apprezzare la tua dolcezza,  umanità  e il tuo grande amore verso i tuoi simili. Oggi - aggiunge - vola, vola felice e che il tuo alito arrivi fino a noi!".

Il caso, nonostante alcuni anni fa sia stato riaperto in seguito alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Maurizio Di Gati e Giuseppe Quaranta, non ha mai portato a una svolta. 

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