Lunedì, 27 Settembre 2021
Mafia Favara

La faida sull'asse Favara-Belgio, slitta la decisione sulle intercettazioni

Il pm ha chiesto un altro rinvio per replicare a tutte le eccezioni sollevate dalla difesa: gli otto imputati, coinvolti in un'inchiesta che avrebbe fatto luce su una lunga scia di sangue con tre omicidi e diversi agguati falliti, chiederanno il rito abbreviato

Il pubblico ministero della Dda Alessia Sinatra chiede un altro rinvio per replicare alle questioni preliminari sollevate dalla difesa. Il gup di Palermo, Claudia Rosini, fissa tre udienze (26 luglio, 8 e 9 settembre) per definire questi aspetti e formalizzare la scelta del rito abbreviato, già anticipata dai difensori di tutti gli 8 imputati.

L'inchiesta "Mosaico", che ha svelato una faida sull'asse Favara-Belgio, scaturita dall'omicidio dell'imprenditore vicino alla mafia Carmelo Bellavia, avrebbe fatto luce su tre omicidi, due tentati omicidi e un traffico di droga e armi. Un altro troncone investigativo, per fatti analoghi ma senza la contestazione del metodo mafioso, potrebbe portare ad un processo al tribunale di Agrigento. 

Sul banco degli imputati: Antonio Bellavia, 48 anni, residente in Belgio; Calogero Bellavia, 30 anni, di Favara; Calogero Ferraro, 43 anni, di Favara; Calogero Gastoni, 38 anni, di Agrigento; Carmelo Nicotra, 39 anni, di Favara; Gerlando Russotto, 31 anni, di Favara; Carmelo Vardaro, 44 anni, di Favara e Vincenzo Vitello, 64 anni, di Favara.

Tre gli omicidi "con metodo mafioso" contestati: quello di Mario Jakelich, avvenuto il 14 settembre del 2016 in Belgio (contestato ai Bellavia e a Vardaro), quello ai danni di Carmelo Ciffa, ucciso in pieno giorno a Favara il 26 ottobre del 2016 (contestato ai Bellavia) e quello ai danni di Emanuele Ferraro, ucciso a Favara l'8 marzo del 2018: il delitto è contestato a Gastoni.

Maurizio Di Stefano, 47 anni, di Favara, sarebbe stato vittima di due tentati omicidi: il primo in occasione dell'omicidio di Jakelich e il secondo, il 23 aprile del 2017, a Favara, nel magazzino di Nicotra: anche in questo caso la vittima designata era lui ma si salvò e restò solo ferito.

Nicotra ha assunto la doppia veste di imputato e parte civile contro i suoi killer pur essendo accusato di favoreggiamento nei loro confronti per non averli indicati alla polizia e ai carabinieri che indagavano. 

La difesa, all'udienza precedente, aveva formulato alcune richieste. Gli avvocati Samantha Borsellino e Salvatore Cusumano, difensori di Nicotra, hanno chiesto la riunione del processo con quello, istruito per il riciclaggio di un'auto trovata nel luogo dell'agguato, al tribunale di Agrigento: su questo punto il pm ha chiesto un rinvio non avendo potuto, a causa della chiusura, causa Covid, del palazzo di giustizia di via Mazzini, visionare il fascicolo.

Chiesta anche, da parte degli stessi legali, l'inutilizzabilità del verbale di interrogatorio immediatamente successivo all'agguato ai suoi danni: su questo aspetto è stato l'avvocato Angelo Farruggia, difensore di Vitello, ad opporsi.

E poi, ancora, fra le altre cose, l'avvocato Giuseppe Barba ha prodotto una consulenza tecnica su due video che smentirebbe, dal punto di vista della difesa, il coinvolgimento dei Bellavia nell'agguato a Nicotra e Di Stefano e il collega Salvatore Virgone aveva chiesto di dichiarare inutilizzabili alcune intercettazioni.

Il pm ha replicato su questo punto esibendo tutti i decreti di autorizzazione del gip. Lo stesso difensore ha sollevato altre eccezioni analoghe.

Il gup si pronuncerà sulla questione nella prossima udienza.

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