"La faida sull'asse Favara-Belgio", scena muta di Nicotra dopo l'estradizione

Il trentottenne fu ferito con dei colpi di Kalašnikov, la vittima designata sarebbe stato il quarantenne Maurizio Di Stefano

Carmelo Nicotra

Scena muta per il trentottenne favarese Carmelo Nicotra, destinatario di un'ordinanza cautelare in carcere nell'ambito dell'operazione Mosaico, che ha fatto luce su quattro omicidi e tre tentati omicidi sull'asse Favara-Belgio. Nicotra, questa mattina, assistito dagli avvocati Salvatore Cusumano e Samantha Borsellino, è comparso davanti al gip di Roma, Pier Luigi Balistreri, delegato per rogatoria, per l'interrogatorio di garanzia. La strategia processuale, per il momento, è stata quella del silenzio. Il passaggio successivo sarà il ricorso al tribunale del riesame per chiedere l'annullamento dell'ordinanza.

Nicotra è accusato di ricettazione, favoreggiamento, incendio, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di armi: tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso. Il trentottenne si trovava in Belgio quando, il 15 settembre, è scattata la retata ed è stato estradato solo nei giorni scorsi.

Nicotra è una delle vittime degli agguati falliti. Il 23 aprile del 2017 un commando gli ha sparato addosso: l'obiettivo, secondo quanto riferisce il pentito Giuseppe Quaranta e sarebbe confermato da altri elementi di indagine, sarebbe stato il quarantenne Maurizio Di Stefano, già bersaglio mancato in Belgio, che un commando avrebbe voluto uccidere per vendicare l'omicidio di Carmelo Bellavia.

Nicotra è accusato di favoreggiamento dei suoi stessi killer che gli avevano esploso alle spalle diversi colpi di Kalašnikov all'interno del suo garage. Agli inquirenti, infatti, avrebbe ripetutamente mentito pur sapendo - come si evincerebbe dalle intercettazioni - chi era stato a fare fuoco. 

La ricettazione è relativa all'auto Renault Modus che avrebbe usato per andare all'ospedale dopo l'agguato. A sparargli, fra gli altri, sarebbe stato il quarantaquattrenne Carmelo Vardaro: il suo difensore, l'avvocato Salvatore Virgone, mercoledì mattina ha chiesto ai giudici del tribunale della libertà di annullare l'ordinanza e si attende nelle prossime ore la decisione. 

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