Martedì, 23 Luglio 2024
Cosa Nostra / Sciacca

Estorsioni, illecita concorrenza ed usura per condizionare gli appalti pubblici, scatta il blitz: 7 arresti

Dei 22 indagati, 5 sono finiti in carcere e 2 ai domiciliari. L'inchiesta della Dda e della guardia di finanza sulla famiglia mafiosa di Sciacca ha permesso di riscontrare l’intervento di un pubblico ufficiale che favoriva l’affidamento diretto dei lavori alla società degli "amici". Svelati anche incontri con un candidato al consiglio comunale: per il gip è stato “scambio elettorale politico mafioso”

Esercitava un capillare controllo economico, anche se all'interno della famiglia mafiosa di Sciacca vi sarebbe stata un’accesa competizione per ottenerne la leadership. Scontri terminati soltanto alla fine del 2021, dopo la morte dell’anziano capofamiglia Salvatore Di Gangi a cui è subentrato uno storico uomo d’onore “organico” a Cosa Nostra saccense, già condannato per associazione mafiosa. Un uomo - che così come scrive il gip - si sarebbe affermato grazie alla spiccata capacità di “ergersi come collettore nel settore degli appalti”. Sette gli arresti, di cui 5 in carcere e 2 ai domiciliari. Ben 22 gli indagati. I finanzieri del nucleo di polizia Economico-Finanziaria di Palermo e della compagnia di Sciacca hanno dato esecuzione, all'alba, a due ordinanze cautelari emesse dal gip su richiesta della Dda. Gli indagati sono indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione e illecita concorrenza aggravate dalla finalità di agevolare Cosa Nostra, scambio elettorale politico-mafioso e traffico illecito di rifiuti.

Associazione mafiosa e corruzione: ecco le accuse e i nomi dei 7 arrestati

Le indagini, condotte dagli specialisti del nucleo di polizia Economico-Finanziaria di Palermo (Gico), con l’ausilio dei militari della compagnia di Sciacca, avrebbero permesso di ricostruire "la persistente capacità d’infiltrazione e di condizionamento del tessuto socio-economico del territorio da parte dell’associazione mafiosa che ha trovato espressione, - per come viene ricostruito nelle pagine dell'ordinanza di custodia cautelare - da un lato con il controllo pressoché totale nel settore degli appalti e i costanti tentativi di inserimento con i sub-appalti e le forniture, dall’altro con il condizionamento del voto in occasione delle consultazioni elettorali”.

guardia di finanza, gico

Nel corso delle investigazioni sarebbe emerso un penetrante potere di infiltrazione del sodalizio criminale nell’economia legale, con particolare riferimento ai settori delle “costruzioni” e del “movimento terra” connessi alla realizzazione di opere pubbliche ricadenti sul territorio di influenza dell’articolazione di Cosa Nostra, attuato anche ricorrendo a condotte estorsive, di illecita concorrenza con minaccia o violenza e di usura in danno di imprenditori estranei alla cerchia fiduciaria del nuovo reggente della famiglia mafiosa. Nello specifico, tra il 2020 e il 2023, sarebbe stato riscontrato il condizionamento di diversi appalti pubblici, con particolare riferimento alla realizzazione del depuratore, nonché al rifacimento della rete fognaria, dell’area portuale di Sciacca e dell’asilo comunale di Menfi, avvenuto anche grazie al determinante apporto di imprenditori mafiosi che, sostituendosi di fatto alle società aggiudicatarie, avrebbero sistematicamente eluso la normativa antimafia in materia di sub-appalto mediante l’imposizione delle forniture di materie prime e il nolo a freddo di mezzi.

IL VIDEO - "Ha agevolato un imprenditore mafioso che gli ha fatto lavori gratis in casa": arrestato anche un pubblico ufficiale

Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare figura anche un pubblico ufficiale, in capo al quale sono stati ipotizzati i reati di corruzione e di falso, in quanto nel 2021, in cambio dell’esecuzione a titolo gratuito di alcuni lavori presso la propria abitazione, avrebbe agevolato la società riconducibile a uno degli imprenditori mafiosi per l’aggiudicazione dell’appalto relativo alla realizzazione dell’hub vaccinale di Sciacca, attestando falsamente il possesso di una certificazione indispensabile per l’ottenimento della commessa. Si tratta dell'ex responsabile della protezione civile di Agrigento, Maurizio Costa, 64 anni. Gli elementi acquisiti nel corso delle investigazioni avrebbero inoltre consentito di riscontrare l’intervento del pubblico ufficiale per favorire l’affidamento diretto a favore della citata società dei lavori relativi allo “sgombero e ripristino del manto stradale nel Comune di Lucca Sicula”, al “ripristino della pavimentazione stradale di collegamento in alcune contrade del comune di Caltabellotta” e  "all’intervento di recinzione dell’area posta sotto sequestro dalla procura alla Scala dei Turchi nel comune di Realmonte”.

Infine, le attività d’indagine avrebbero disvelato, il tentativo di influenzare le elezioni comunali di Sciacca del 2022. In tale contesto, il nuovo reggente della famiglia mafiosa avrebbe incontrato un candidato al consiglio comunale per garantirgli appoggio politico, episodio per il quale il gip ha ritenuto ricorrenti elementi idonei a configurare il reato di “scambio elettorale politico mafioso”.

Per eseguire gli arresti sono stati impiegati oltre 100 militari della guardia di finanza, in forza ai reparti di Palermo e Agrigento, che stanno inoltre effettuando perquisizioni in diverse province siciliane e nel Molise, nelle abitazioni e sedi societarie nella disponibilità di 22 indagati.

Anche questa operazione conferma l'impegno della guardia di finanza, nell’ambito delle indagini delegate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, per individuare ogni possibile segnale di inquinamento del tessuto produttivo da parte delle consorterie criminali mafiose, liberando spazi di legalità economico finanziaria a favore dei cittadini e degli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole.

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