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Pietro Capraro

Pietro Capraro

"L'obbligo di firma è rischioso per il Coronavirus", tolta la misura ad affiliato mafioso

La sezione misure di prevenzione del tribunale accoglie la richiesta della difesa: "Prevale la tutela del diritto alla salute"

"La richiesta è fondata sulla necessità di limitare i contatti fra persone al fine di evitare il rischio di contagio del Covid-19": i giudici della seconda sezione misure di prevenzione, presieduta da Wilma Angela Mazzara, sospendono - per la durata dell'epidemia legata al Coronavirus - l'obbligo di firma connesso alla sorveglianza speciale che il quarantenne Pietro Capraro, tornato libero dopo una condanna nell'operazione "Nuova Cupola", deve ancora scontare per alcuni mesi.

Il difensore di Capraro, l'avvocato Salvatore Cusumano, si è rivolto ai giudici chiedendo loro di rimodulare il provvedimento che impone alcune restrizioni della libertà personale come l'obbligo di soggiorno e il divieto di uscire da casa negli orari serali.

"L'obbligo di firma in Questura - ha sostenuto il difensore - metterebbe a rischio la sua salute e quella degli altri". La richiesta è stata accolta favorevolmente dal tribunale. Capraro è stato arrestato il 26 giugno nel 2012 nell'operazione che ha sgominato le famiglie mafiose dell'Agrigentino e ha scontato una condanna a 9 anni e 6 mesi per associazione mafiosa. 

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