"Traffico di cocaina e abigeato con la regia di Cosa nostra", ultime arringhe prima della sentenza

I difensori del trentottenne Francesco Fragapane: "Non ha mai avuto nulla a che fare con la droga"

Francesco Fragapane

“Francesco Fragapane non ha mai avuto a che fare con vicende di droga, non si capisce perché avrebbe dovuto iniziare ora. Neppure il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta ci dice mai questo, sembra piuttosto attribuirgli un ruolo apicale in Cosa Nostra, già oggetto di altri processi”: dopo la requisitoria del pubblico ministero della Dda di Catania, Valentina Sincero, che ne ha chiesto la condanna a 20 anni e 6 mesi di reclusione, tocca ai difensori. Ieri mattina gli avvocati Giuseppe Barba e Francesco Carrubba hanno illustrato le loro arringhe al processo a carico del trentottenne figlio dell’ex numero uno di Cosa nostra provinciale. Francesco Fragapane, sostiene il pm, sarebbe stato il promotore di un’organizzazione che gestiva un traffico di cocaina a cavallo fra le province di Agrigento e Ragusa.

Operazione "Proelio", chieste due condanne

“In questo processo – hanno sostenuto gli avvocati Barba e Carrubba – non emerge mai, con certezza, un ruolo di Fragapane nella gestione del traffico di cocaina o nei furti di bestiame”. Il gup di Catania, Giovanni Cariolo, ha programmato la sentenza per il 24 gennaio. 

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