Sabato, 20 Luglio 2024
Mafia

Dopo l'assoluzione e la revoca della sorveglianza, Anna Messina avrà pure la patente

Completata la "riabilitazione" della quarantenne sorella del capomafia che per due anni e mezzo fu detenuta con l'accusa di essere una "donna boss"

“Non ci sono più elementi ostativi al rilascio del documento”. Dopo l’assoluzione dall’accusa di essere una donna-boss e la revoca del provvedimento di sorveglianza speciale da parte del tribunale che ha ritenuto cessate le ragioni di “pericolosità sociale”, Anna Messina – sorella quasi quarantenne dello spietato capomafia Gerlandino Messina – completa il suo percorso di riabilitazione e ottiene anche la patente di guida. Il via libera, dopo la richiesta presentata dal suo difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, è arrivato dalla Prefettura di Agrigento. L’organo periferico del governo ha preso atto che la magistratura ha annullato tutti i provvedimenti nei suoi confronti.

È caduta l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, per la quale era stata detenuta ai domiciliari per poco meno di due anni e mezzo, e i giudici della sezione misure di prevenzione hanno annullato il provvedimento di sorveglianza speciale che impone una serie di restrizioni della libertà personale (fra cui il divieto di uscire da casa negli orari serali, di frequentare pregiudicati e l’obbligo di dimora nel comune di residenza) per le persone ritenute socialmente pericolose. L’inchiesta a suo carico era scattata dopo il ritrovamento nell’ultimo covo favarese del fratello di una serie di pizzini che avrebbero fatto emergere il ruolo della sorella Anna che, facendo da “segretaria” al fratello boss durante la latitanza, smistando pizzini e direttive, avrebbe concorso “a rafforzare, pur non facendone parte, l’organizzazione mafiosa”. Una tesi che ha retto solo nei primi due gradi di giudizio.

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