Lunedì, 22 Luglio 2024
Mafia Camastra

Consiglio comunale sciolto, il prefetto: "Serio rischio di condizionamento del voto"

Pubblicata la relazione della commissione prefettizia che ha portato allo scioglimento del'ente, ritenuto "permeabile" e "asservito" ai voleri della mafia

Al Comune di Camastra "sussistono concreti, univoci e rilevanti elementi di collegamento diretti o indiretti con la criminalità organizzata di stampo mafioso nonché forme di condizionamento degli organi elettivi che hanno compromesso il buon andamento e l'imparzialità di quella civica amministrazione, con pregiudizio del regolare funzionamento dei servizi comunali”.

Una situazione che, anche dopo le operazioni di polizia, creavano ancora “un serio rischio di condizionamento del voto anche in relazione  alle  prossime elezioni amministrative della primavera del 2018”. Nella giornata del 7 maggio, sulla Gazzetta Ufficiale, è stata pubblicata la relazione della commissione prefettizia che ha lavorato sul Comune di Camastra, portandone allo scioglimento. Nell'estratto della stessa, realizzato dal prefetto Dario Caputo e inviata al presidente della Repubblica, si traccia il quadro di un ente “permeabile” alla volontà degli esponenti di Cosa nostra, in un quadro complessivo di sudditanza e omertà, anche senza l'individuazione, all'interno del Comune sciolto, "elementi da cui dedurre univocamente lo stato di infiltrazione della criminalità organizzata di  stampo mafioso".

Manca cioè la cosiddetta "pistola fumante", per quanto la commissione prefettizia sotegna che quanto rilevato non  possa di per sè, "in  alcun  modo escludere l'asservimento  dell'attività amministrativa propria di tale ente locale agli interessi di Cosa Nostra in ragione della costante permeabilità ad essi”. E' accertata, cioè "una sorta di acquiescenza agli interessi della criminalià... una serie reiterata di comportamenti omissivi che vanno  nella direzione di mantenere lo  status quo in modo da non turbare gli interessi economici e patrimoniali della famiglia mafiosa operante a Camastra”. Omissioni che riguardano, ad esempio, mancato il rispetto delle normative antimafia (e soprattutto i principi di cautela) delle attività da porre in essere per la selezione delle ditte a cui il Comune doveva rivolgersi ma, anche, l'inerzia nei confronti dell'agenzia funebre della famiglia Meli, "nonostante il clamore mediatico suscitato in un piccolo centro come Camastra, dall'indagine di polizia giudiziaria”, poi sfociata nell'operazione “Vultur”. 

Tutto ciò, scrivono, "appare un comportamento che, dato il modesto ordine di grandezza del Comune di Camastra, difficilmente può esaurirsi nella sfera della mera omissività”. Il provvedimento, ovviamente, parla anche del sindaco uscente, Angelo Cascià, il quale, dice la Prefettura,  “in un piccolo centro come quello di Camastra... non poteva non sapere”. 

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