"Accordi con i boss per farsi eleggere sindaco e senatore", via libera all'audizione di quattro pentiti

Saranno sentiti l'ex capo provinciale di Cosa Nostra Maurizio Di Gati, gli ex boss di Villaseta e Porto Empedocle Franco Cacciatore e Luigi Putrone e l'architetto di origini favaresi Giuseppe Tuzzolino, ormai sconfessato e sommerso da processi per calunnia

Giuseppe Arnone e Calogero Sodano

Tre vecchi pentiti di mafia e un ex collaboratore di giustizia, in realtà sconfessato e finito in carcere con l'accusa di calunnia, deporranno al processo a carico dell'ex sindaco ed ex senatore Calogero Sodano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per avere stretto un patto con le famiglie mafiose per farsi eleggere sindaco prima e senatore poi.

La Corte di appello, davanti alla quale è in corso il processo, istruito sulla base del ricorso della procura generale che ha impugnato la sentenza di assoluzione decisa dal gup di Palermo Sergio Ziino, ha dato il via libera alla richiesta della stessa pubblica accusa. Il 10 settembre saranno sentiti l'ex capo provinciale di Cosa Nostra agrigentina Maurizio Di Gati, gli ex boss di Villaseta e Porto Empedocle Franco Cacciatore e Luigi Putrone e l'architetto di origini favaresi Giuseppe Tuzzolino, preso in considerazione per molto tempo dalla Dda di Palermo - che si spinse al punto di indagare per rogatoria fino a New York, cercando su sua indicazione, in una cassaforte di un appartamento, una foto recente di Matteo Messina Denaro che non è mai esistita - salvo poi sconfessarlo.

Tuzzolino, travolto da una raffica di processi per essersi inventato di sana pianta accuse nei confronti di professionisti, burocrati e politici di mezza Sicilia, aveva descritto anche un quadro illecito di accordi politici di quegli anni e i giudici, su richiesta della procura generale, hanno ritenuto di sentirlo. I tre pentiti di mafia sono stati, invece, decisivi per fare approdare Sodano a processo. Resta congelata, per il momento, la richiesta di audizione dell'avvocato Giuseppe Arnone, candidato rivale di Sodano alle amministrative del 1993, prima elezione diretta del sindaco che - secondo quanto ipotizza l'accusa ma non è stato riscontrato nel processo di primo grado - sarebbe stata indirizzata dalla mafia a favore di Sodano che è difeso dagli avvocati Salvatore Pennica e Antonino Mormino. 

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Analoghi accordi, con relative contropartite, sono ipotizzati per per farsi eleggere sindaco per la seconda volta nel 1997, per candidarsi alle Europee nel 1999 (ma in questa circostanza non fu eletto) e per approdare al Senato nel 2001.

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